sabato 18 febbraio 2017

Novità Mondadori: "Come se non ci fosse un domani" di Agnès Ledig

Titolo: Come se non ci fosse un domani
Autore: Agnès Ledig
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 276
Prezzo: cartaceo €16,15 mentre ebook €9,99 prezzi presi dal sito Mondadoristore.it e da Amazon.it

Ecco la sinossi, fornita dalla mondadori,  del nuovo romanzo di Agnès Ledig in uscita il 21/02/2017. Leggerò questo libro sicuramente e vi farò sapere cosa ne penso. Per il momento leggete la storia nelle righe che seguono...

Romeo fa il pompiere e, nel tentativo di salvare la vita a un bambino imprigionato in un appartamento invaso dalle fiamme, cade dall’ottavo piano di un palazzo e viene ricoverato in condizioni disperate in ospedale. Juliette, infermiera nel reparto di riabilitazione di quello stesso ospedale, ha modo di conoscerlo durante gli interminabili giorni in cui i medici cercano di rimetterlo in sesto dopo l’incidente. Entrambi soffrono. Romeo per non potersi occupare della sorella adolescente, ribelle e fragile che ha bisogno di lui, e Juliette perché da anni cerca invano di avere un figlio, a costo di tenere al suo fianco un uomo che non la rispetta e la tratta spesso male. L’incontro casuale tra queste due persone ferite nel loro intimo, che riescono a trovare nel presente una ragione di vita, sconvolgerà il loro destino e quello di chi hanno intorno. Come se non ci fosse un domani è una bella storia d’amore scritta in modo empatico e sincero. Quello di Agnès Ledig è un universo affettuoso in cui si muovono personaggi fragili e veri che spesso ci assomigliano. L’autrice tende la mano alle persone segnate, e il suo messaggio è che l’amore per la vita deve trionfare su tutto nonostante le difficoltà. 

Due note sull'autrice...
Immagine presa da Google immagini
Agnès Ledig, quarantatré anni, ostetrica in Alsazia, scopre di avere il dono della scrittura quando nel 2005 inizia a scrivere una sorta di diario durante la malattia di suo figlio, morto di leucemia. Nel 2011 pubblica il suo primo romanzo, Marie d’en haut, per un piccolo editore e riceve il premio Coup De Coeur delle lettrici di Femme Actuelle. Segue "Un attimo prima della felicità" (Mondadori, 2015) che ha venduto in Francia oltre 200.000 copie e ha vinto il Prix Maison de la Presse nel 2013. 

sabato 4 febbraio 2017

Una nuova voce in libreria: "Binario 6" di Federica Nardon

Autore: Federica Nardon
Editore: Linea Edizioni
Collana: Linea narrativa
Pagine:160
Prezzo: Amazon lo propone a €11,90

Da poco tempo (novembre 2016) è uscito in libreria un libro scritto da Federica Nardon dal titolo "Binario 6". Questo è il romanzo d'esordio di questa scrittrice veneziana. 
Pubblicato dalla casa editrice Linea edizioni di Padova che, a parer mio, ha completamente azzeccato la copertina. Troppe volte le copertine non rispecchiano il contenuto del libro, e questa è una cosa che mi ha sempre sorpreso, beh, non è questo il caso. Avrete modo di confermare ciò che ho detto dopo aver letto il libro.  
Chi mi segue da tempo sa molto bene che parlo sempre e solo di libri che mi sono piaciuti o che, in qualche modo, hanno attirato la mia attenzione. Non mi va di perdere del tempo prezioso a parlare di libri che magari ho chiuso dopo le prime trenta pagine...
Il romanzo di Federica Nardon mi è piaciuto molto perché ha saputo mescolare elementi classici ad elementi tipici della narrazione contemporanea,  portando freschezza, soprattutto per il linguaggio utilizzato, riuscendo a portare a termine questo connubio fino alla fine.
Alice e Leopoldo, ecco i nomi dei protagonisti di questo romanzo. La loro storia inizia con una passione che li ha travolti molti anni prima del presente racontato nel libro. Ovviamente una passione che si è spenta così come si è accesa, nel nulla, senza lasciare la ben che minima traccia. 
Siamo nel presente, Alice cerca un contatto con Leopoldo, lui le risponde e così entrambi contribuiscono alla costruzione di quei tanto discussi castelli in aria
I tempi sono quelli moderni e non c'è nulla di più idicato per incarnare il momento con una relazione che vede il suo sfogo grazie alla presenza costante della rete. Tutti siamo raggiungibili e raggiunti da qualcosa o da qualcuno. Le conversazioni tra i due avvengono tramite un fitto scambio di e-mail, botta e risposta. 
Alice e Leopoldo si rivolgono l'una all'altro con regale distacco, il lettore percepisce un certo "gioco" tra i due, tipico della fase dell'innamoramento, tanto da far apparire quelle e-mail come uno scambio tra un impiegato ed il suo capo. Una scelta molto peculiare e sicuramente innovativa che non annoia mai, anzi, diverte. Il romanzo è molto divertente e all'interno troverete delle utili perle di saggezza.
Il lettore inizia "Binario 6" cercando di capire il rapporto tra i due, quali emozioni li rendono così attratti lei da Leopoldo e lui da Alice. Ma chi ha i sentimenti più veri? Chi ha realmente voglia di ricominciare? E' giusto ricominciare qualcosa che era diventato un fantasma? 
Beh, leggete il libro e troverete le vostre risposte. 
Io ho dato una mia interpretazione alla storia tutta. Alice entra nel pericoloso gioco della speranza che altro non serve se non a tenderle una debole mano per salvarla mentre sta appesa al precipizio dell'incertezza. Mano che può scivolare e lasciarla cadere per sempre o che può rafforzarsi e metterla in salvo con una presa più decisa, afferrandole il braccio con uno slancio.
Leopoldo si trova nella situazione perfetta e paradisiaca che viene attribuita a molti uomini. Alice ha bisogno di lui per capire e per mettere la parola fine, ma lui non ha bisogno di lei, ma gli piace giocare e quindi una volta in ballo...

Sono molteplici le letture che si potrebbero dare a questo libro di Federica Nardon. Io leggo un disagio affettivo dove una donna ricerca l'amore perduto o tanto desiderato, rivivendolo sotto la bugia che la tecnologia ci ha abituato ed educato ad avere. dove tutto è a portata di mano, una realtà virtuale che non delude quanto, invece, può fare la verità della vita. Immagina ciò che sarebbe potuto essere e che, forse, sarebbe dovuto diventare. 
L'inganno della tecnologia. Ci rende così raggiungibili da creare quel finto contatto che alberga solo nel nostro immaginario. Una bugia basata sul concetto di poter accorciare le distanze, dove in realtà l'unica cosa ad essere accorciata è il tempo che, in un passato ormai più che remoto, limitava l'effetto duraturo dei sentimenti.
Viviamo in un'epoca dove il contatto con la tastiera ha, in qualche modo, sostituito il contatto umano. La sterilità dello schermo ha mascherato l'imbarazzo e l'inibizione con il castigo alla solitudine.

In quarta di copertina si parla di Amore Infinito e Amore non Finito. Difficile da analizzare e da comprendere. Più complesso di ciò che può sembrare inizialmente. Federica Nardon è riuscita a spiegare cosa succede quando l'Amore non Finito sia cosciente del fatto che non diventerà mai Amore Infinito.
Insomma, questo sembra essere quella dannata situazione in cui ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli, affrontando il ricordo, cercando una conquista che sappiamo bene non arrivare mai. Sembra quasi un esercizio al quale il nostro terapista ha voluto sottoporci per riuscire a sbloccare una verità che non esiste.
Alice non ha legami, è libera, Leopoldo ha qualcuno accanto a se. Ecco che una frase di Arthur Schopenhauer contenuta nel libro calza a pennello per capire il mondo degli amanti.

"Ci sarà una sola donna che corrisponderà nel modo più perfetto a un determinato uomo.
La vera passione d'amore è tanto rara quanto il caso che quei due si incontrino."

Il libro è scritto bene e si nota come ogni pagina, breve o lunga che sia, sia stata scritta con un perché, traspare un intento di comunicare il messaggio e devo dire che l'autrice ci è riuscita. Non voglio raccontarvi altro, quindi, per l'interpretazione della copertina di cui vi parlavo all'inizio di questa recensione, mi rimando a voi! 

Buona lettura! 

In caso foste interessati a conoscere l'autrice, e quindi a scoprire di più del suo romanzo, vi ricordo che farà una presentazione alla libreria Feltrinelli di Mestre il 15 febbraio prossimo c/o il Centro Commerciale Le Barche, Piazza XVII ottobre. Nel caso non vi troviate in zona, non vi preoccupate perché Crazy About Fiction vi proporrà presto un'intervista a Federica Nardon che ci ha gentilmente concesso.

Novità in libreria! "Una gioventù sessualmente liberata" (o quasi) di Thérèse Hargot

Sonzogno ci propone un libro scritto da Thérèse Hargot, una sessuologa belga con master alla Sorbona. Vediamo cosa ci racconta questa giovanissima moglie e madre di ben tre bambini. 
Il titolo promette una lettura sicuramente interessante e, non saprei dirvi il perché, sicuramente divertente. Lo sarà? Avrà invece un epilogo tristissimo? Lasciatemelo leggere e vi saprò dire! 
Ora, come tutte le novità, vi lascio qui sotto la copertina e la sinossi della Sonzogno. E come sempre... vi auguro una buona lettura! 

Titolo: Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)
Autore: Thérèse Hargot
Editore: Sonzogno
Collana: Varia
Pagine: 176
Prezzo: in versione cartacea su Amazon a €14,03 mentre in ebook a €9,99

Che ne abbiamo fatto della liberazione sessuale conquistata negli anni Sessanta? E' la domanda che si pone Thérèse Hargot, scrittrice e terapeuta, forte di un'esperienza decennale nelle scuole a contatto con gli adolescenti. Invece di renderci più liberi - questa è la sua risposta - tale liberazione ci ha portato da un'obbedienza a un'altra: dal "non bisogna avere relazioni sessuali prima del matrimonio" al "bisogna avere relazioni sessuali il prima possibile". I giovani credono di essersi affrancati dai divieti, ma spesso si trovano più imprigionati di prima. Se un tempo l'imperativo di restare vergini fino alle nozze li deprimeva, ora a deprimerli (e confonderli) è l'imperativo opposto, ovvero quello di misurarsi fin da subito con la propria sessualità. Il facile accesso al porno, l'ansia della performance, l'ossessione dell'orientamento sessuale... Che libertà è questa, che impone di scegliere l'identità, gli amori, le pratiche come un mero prodotto di consumo? 
Grazie a numerose testimonianze, l'autrice - con coraggio, sfidando le polemiche che si sono puntualmente scatenate dopo la publicazione del libro in Francia - affronta, in modo rigorosamente laico, i problemi dei ragazzi, invitandoli a ripensare la loro vita affettiva e sessuale, per renderla davvero gioiosa.

venerdì 3 febbraio 2017

Novità in libreria! "La locanda dell'ultima solitudine" di Alessandro Barbaglia

Ecco un libro al quale presto mi dedicherò. Sicuramente un bel libro, vista la quantità di ottime recensioni che già ha ricevuto.
Sono sicuro che dopo aver letto la sinossi, che vi riporto qui di seguito, verrà voglia anche a voi di correre in libreria a comprarlo. Devo ammettere che la copertina è super!
Vi prego di farmi sapere cosa ne pensate, molto probabilmente lo leggerete prima del sottoscritto, ne sono certo... Ad ogni modo, dopo che l'avrò terminato vi presenterò la mia recensione. 
Buona lettura! 

Titolo: La locanda dell'ultima solitudine
Autore: Alessandro Barbaglia
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 163
Prezzo:

Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio... Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell'Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che, lì e solo lì, in quella locanda tutta di legno arroccata sul mare, la sua vita cambierà. L'importante è saper aspettare, ed essere certi che "se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo". Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Bisogno, il minuscolo paese in cui abita da sola con la madre dopo che il padre è misteriosamente scomparso, le sta stretto, e il desiderio di nuovi orizzonti si fa prepotente. Intanto però il lavoro non le manca, la collina di Bisogno è costellata di fiori scordati e le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano da generazioni il compito di accordarli, perché un fiore scordato è triste come un ricordo appassito. Libero vive invece in una grande città, in una casa con le pareti dipinte di blu, quasi del tutto vuota. Tranne che per un baule: imponente, bianco. Un baule che sembra un forziere, e che in effetti custodisce un tesoro, la mappa che consente di seguire i propri sogni. Quei sogni che, secondo l'insegnamento della nonna di Viola, vanno seminati d'inverno. Perché se resistono al gelo e al vento, in primavera sbocciano splendidi e forti. Ed è allora che bisogna accordarli, perché i sogni bisogna sempre curarli, senza abbandonarli mai. Libero e Viola cercano ognuno il proprio posto nel mondo, e nel farlo si sfiorano, come due isole lontane che per l'istante di un'onda si trovano dentro lo stesso azzurro. E che sia il mare o il cielo non importa. La Locanda dell'Ultima Solitudine sorge proprio dove il cielo bacia il mare e lo scoglio gioca a dividerli. La Locanda dell'Ultima Solitudine sta dove il destino scrive le sue storie. Chi non ha fretta di arrivarci, una volta lì può leggerle. Come fossero vita. Come fossero morte. Come fossero amore.

domenica 29 gennaio 2017

"Underground", l'attentato alla metro di Tokyo raccontato da Haruki Murakami

Titolo: Underground
Autore: Murakami Haruki
Editore: Einaudi 
Collana: Einaudi Tascabili ET
Pagine: 447
Prezzo: su Amazon cartaceo a €6,99 o in ebook a €11,48

Il mio approccio con il grande Haruki Murakami è iniziato molto tardi. Leggere è una attività che impegna e che richiede parecchio tempo a disposizione. Almeno questo è quello che penso io. Ho sempre letto senza fretta ma quando inizio un libro cerco sempre di non interromperlo per un periodo di tempo troppo prolungato. 

Gli scrittori giapponesi hanno sempre esercitato un certo fascino su di me. Amo il Giappone, penso sia un paese molto interessante. Per dirla tutta, tra gli autore del Sol Levante Haruki Murakami è uno dei pochi uomini. Me ne sono accorto la settimana scorsa mentre sistemavo la mia libreria di questo fatto. Quasi tutte donne. Ma questa è una considerazione che lascia il tempo che trova, un libro è bello indipendentemente dal fatto se sia scritto da una persona di sesso maschile o femminile. Piccolo dettaglio che avevo notato, tutto qui. 

Underground non è un vero e proprio romanzo, ma più che altro un vero lavoro da giornalista. E' la storia dell'attentato alla metropolitana di Tokyo avvenuta il 20 marzo 1995 dove, dei seguaci della setta Aum Shinrikyo, si sono mischiati tra la folla in metropolitana con dei sacchetti conteneti del Sarin. Un gas da distruzione di massa, utilizzato solo da Saddam Hussain, prima di questo attacco, in Iraq. Ottenuto per la prima volta nel 1938 da scienziati tedeschi. 

Ognuno degli attentatori viaggia in un treno diverso della metropolitana di Tokyo, nell'ora di punta, pronti a compiere il loro folle gesto.
Oltre ai sacchetti il loro bagaglio a mano consisteva in un ombrello con la punta ben affilata, quel gorno a Tokyo non pioveva. L'unico scopo dell'ombrello era forare i sacchetti che avrebbero rilasciato la sostanza letale, senza attirare troppa attenzione.  
Sicuro che molti di voi si ricordino di questo tremendo evento, ma forse i più giovani non molto, o forse per nulla.

Haruki Murakami ha voluto raccontare l'episodio con la potenza della sua scrittura. Per un anno ha cercato di intervistare il numero maggiore di persone che hanno vissuto l'accaduto in prima persona o i familiari delle vittime. 
Il libro inizia con una premessa dell'autore che racconta cosa è successo quel terribile giorno. Spiega al lettore come sono state condotte le interviste e gli ostacoli che ha trovato per poter compiere il suo progetto. Poi inizia il libro. Man mano che si sfogliano le pagine si può leggere come sia stato difficile reperire le varie testimonianze. Questo a causa della mancanza di un elenco ufficiale delle persone presenti quel giorno nella metropolitana. Protezione della privacy. 
Inoltre Murakami Haruki ci parla della paura che le vittime provavano, nel rilasciare le interviste, pensando che le loro confessioni avrebbero potuto scatenare le ire del gruppo Aum. I vari membri di questa setta vengono poi man mano arrestati e questo facilita alcuni dei passeggeri di quelle metropolitane a farsi avanti e raccontare.   

Un viaggio indimenticabile nella follia che alcuni individui hanno realizzato creando terrore, morte e feriti. Una scrittura, quella di Haruki Murakami, perfetta e completa nel portare a termine il prezioso e delicato scopo di raccontare cosa è successo realmente. Un libro che ci permette di riflettere. Sicuramente da leggere e da regalare. In caso foste interessati, QUI potrete trovare il link al docu film di Zero Hour. Nel video su YouTube, vedrete una ricostruzione dei fatti con commentario. 
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