giovedì 28 marzo 2013

LE OSSA DEL GABIBBO

Questo post, purtroppo, lo devo iniziare facendovi una confessione, non riuscirò a mantenere la mia promessa di leggere tutti i libri che avevo acquistato all'inizio del mese. Impegni di lavoro e personali non mi hanno lasciato molto spazio per la lettura ( scuse, scuse, sempre scuse!). Al momento ho circa una quarantina di libri che ho comprato e non ancora letto quindi, mi sa tanto che ad aprile cercherò di tenermi lontano da qualsiasi libreria e dal sito di Amazon in modo da non effettuare compere aggiuntive, ma cercherò di leggere quel che già ho in casa. Resisterò? Questo non lo so ma, come si dice, l'importante è provarci! Pensandoci bene poi...il mese non è ancora terminato e per questo potrei ancora recuperare. Terminato marzo tirerò le somme e ve ne renderò partecipi.

Un libro che ho letto e terminato da poco, è il romanzo d'esordio di Virginia Virilli (della quale sono diventato ufficialmente un fan!) dal titolo "Le Ossa Del Gabibbo". Ho gustato ogni sua parte, dedicandogli qualche giorno in più, rallentando la velocità nella lettura. Forse anche dovuto al fatto che ogni tanto ci sono espressioni dialettali (non molte), scritte benissimo, che rendono ancora più vero il racconto ma che, per chi non è umbro, come il sottoscritto,  possono inceppare la lettura. Non vi preoccupate perché, come vi dicevo, l'autrice ha un dono particolare nel farlo e quindi vedrete che le parole scorreranno veloci e in modo da regalarvi momenti piacevoli. Una scrittura attenta e decisamente originale. Non conoscevo per nulla l'autrice, ho scoperto questo libro sullo scaffale delle novità della libreria Feltrinelli. Ero in cerca di autori esordienti e, tra i cinque libri che ho comprato, quel giorno c'era anche questo dal titolo molto equivocabile. Dico così perché inizialmente mi ero immaginato una storia di poco conto dove avrei trovato solo personaggi legati alla televisione, uno di quei libri da godersi in spiaggia, anche con mille rumori attorno. Nulla di tutto questo, mi sono dovuto ricredere. Già alla terza pagina mi sono innamorato della scrittura della Virilli e della sua piccola protagonista. Virginia, questo il suo nome, è la voce narrante di questa storia che parla della sua famiglia e del lento progredire della malattia della madre. Il racconto inizia con una visita al genitore malato alla casa dei nonni. Virginia non è più una ragazzina, ma per far capire al lettore, il senso di quelle prime due pagini, la scrittrice ci porta subito indietro nel tempo di circa vent'anni, tenuti per mano dalla protagonista che torna bambina. Flashbacks che vengono utilizzati in modo sapiente, senza esagerare, il lettore sa sempre a che punto è nella storia, anche prima di aver posato il libro sul comodino, così come il giorno seguente dopo aver ripreso la lettura. In questo l'autrice dimostra grandi doti narrative.

Ma torniamo al racconto. Virginia, questa piccola eroina, è una bambina che inizia la scoperta del mondo, delle difficili relazioni con i genitori e con la scuola, fino ad arrivare alle prime esperienze alla scoperta del corpo umano con altre bambine. Una situazione difficile questa, per chiunque nel periodo adolescenziale ma per Virginia, le cose si complicano ancora di più, in quanto deve fare i conti con la malattia della madre, che la porta ad avere continui e repentini sbalzi d'umore. La madre, Picozzi, questo il suo nome, è malata di Sclerosi Multipla. Una malattia che viene descritta attraverso i suoi strani comportamenti, facendola diventare, con molta ironia, quasi una cosa estranea al racconto. Il lettore molte volte può anche non pensare a questo, importante, dettaglio. Un genitore che molte volte mette in imbarazzo la piccola, quando si esibisce in momenti di "simpatica" pazzia. 
Il tempo passa e la nostra narratrice cresce, tra varie difficoltà e mille domande. Il tutto poi culmina con la sua ribellione, una ribellione classica della sua giovane età, nei confronti della situazione, per riuscire a trovare la sua identità ed un suo spazio nel mondo. Il suo andamento scolastico cade in picchiata e rischia la bocciatura. Il padre lavora come restauratore in giro per l'Italia e quindi molte volte assente, lasciando il peso di quello che la madre stava diventando, tutto su di lei. Le poche volte che passa del tempo con lei è per farle la predica per il non interesse alcuno negli studi, invece che aiutarla nella comprensione di quello che sta accadendo, vedendola come deve essere vista, un'adolescente nel duro percorso di formazione. 
Per ora non voglio raccontarvi di più della storia, anche se ce ne sarebbero di cose da dire, ma voglio invitarvi a leggere questo libro e a lasciarmi un commento dopo averlo fatto, per sapere cosa ne pensate. Spero quindi di esservi stato utile presentandovelo così come ho fatto. Qui ho deciso di inserire la foto dell'autrice di "Le Ossa Del Gabibbo" Virginia Virilli per darle un volto e un video molto carino di una sua intervista che ho trovato su YouTube per conoscerla un pò di più. 



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