lunedì 18 marzo 2013

PIU' TITOLI IN LIBRERIA? SCOUTING!

Circa due giorni fa ho dato una sbirciatina, come faccio quasi giornalmente, al sito della Barnes & Noble e mi è "costato" l'aggiunta di mooolti nuovi titoli da inserire nella mia lista dei desideri. Ovviamente la maggior parte ( in quanto nuove o prossime uscite ) di questi libri, vedranno il loro ingresso  nelle nostre librerie, in italiano, fra un anno o forse mai. E chi l'inglese non lo conosce abbastanza o affatto? A mio modesto parere è un vero peccato, gli Stati Uniti sfornano una quantità di libri e nuovi autori ( grazie anche alla vastità di questo paese ) che potrebbero benissimo trovare posto tra i nostri scaffali, variando così, il mercato italiano attuale. I libri hanno il loro costo, questo lo ammetto e al momento capisco che non stiano godendo di ottima salute, ma noto un crescente numero di blog e canali YouTube che trattano l'argomento con tantissime visite giornaliere. Significherà qualcosa, no? Non potremmo, per una volta, pensare che agli italiani sia tornata la voglia di leggere? E nel caso in cui, quel che penso, corrisponda alla realtà dei fatti, perchè non diversificare di più il mercato? Trovare nuove vie per attirare il lettore all'interno delle librerie? Gli americani si sa, sono i geni del marketing, e proprio questo marketing li porta a migliorare molte realtà, si tratta solo di creare la voglia di avvicinare le persone ad un libro piuttosto che al telecomando. L'e-Book è proprio nato da loro e mi viene da sorridere quando sento in italia dibattiti infiniti sulla ( prossima ) futura rovina della carta stampata a causa, appunto, di questi nuovi apparecchi elettronici. Da loro il mercato del libro elettronico ha iniziato ancora quando noi non sapevamo cos'era questo marchingegno chiamato e-reader. Quindi, detto questo, perchè negli States molte librerie resistono o decidono di aprirne di nuove? Perchè secondo molti, nel nostro paese, nel giro di qualche anno le librerie dovranno chiudere tutte? Cosa che non penso avverrà. Molti di voi mi diranno che proprio il colosso Barnes & Noble ha da poco chiuso tantissimi dei suoi negozi ( qui un'articolo a riguardo ) su tutto il territorio, sì, avete ragione, ma molte librerie indipendenti nelle varie comunità trovano il loro spazio creandosi la propria clientela più o meno fissa. Non molto tempo fa sono stato in una cittadina della California dove l'indipendente e ( relativamente ) "piccola" libreria, aveva esposto un calendario di eventi di non poco rilievo. Dall'incontro con lo scrittore dell'ultimo successo editoriale alla star televisiva che per far fronte alle sue spese ha deciso di pubblicare un libro di memorie per ottenere un incasso sicuro. Bene, ad uno di questi incontri almeno 3 persone su 5 se ne sono uscite con non solo il libro in questione, ma anche con altri acquisti che hanno trovato tra gli scaffali nell'attesa, che altrimenti, se non grazie a quell'evento, non avrebbero mai nemmeno considerato. 
Un esempio incredibile sono i libri considerati Young Adult (YA), quella categoria di libri che si caratterizzano per il fatto di trattare argomenti per la maggior parte da teenager ma che possono anche essere letti da adulti appassionati del genere. Questi sono romanzi che vanno da storie d'amore tra alieni e mortali, distopici, bullismo e molto altro. Hanno quasi sempre copertine accattivanti, (book)trailers che ne raccontano la storia attraverso immagini, proprio come se fossero film, tutto per attirare più attenzione ed invogliare un certo tipo di pubblico a diventarne un fedele fruitore. Perchè dico questo? Basta guardare gli innumerevoli blog o vlog che parlano solo ed esclusivamente del tema YA. Un oceano non basterebbe a contenerli tutti. 
A mio parere variare la scelta mettendo sul mercato più titoli, non solo di autori noti o stra-conosciuti, farebbe anche leggermente abbassare i prezzi delle "novità", attualmente di un costo decisamente esagerato. Se vi dovesse capitare di passare per una libreria, entrate, e guardate voi stessi. Noterete che i libri appena usciti, con copertina rigida, di autori più o meno noti, variano dalle 17€ alle 20€! 
Non fare queste scelte, da parte delle case editrici, invoglia i talenti esordienti a cavalcare quello che la rete e la tecnologia possono offrire a costo minimo, senza dover passare attraverso frustranti rifiuti e infinite attese in uffici, lasciando invece la scelta ed il giudizio direttamente al pubblico, attraverso il self-publishing. Numerosi scrittori, tra cui molti che stimo e dei quali sono un fan, hanno scritto nei loro blog/siti che il lavoro dell'editore non potrà mai competere con la pubblicazione del fai da te, e che quindi anche il fruitore del prodotto ( scusate queste parole, lo so sono terribili ) sarà decisamente diverso da chi preferisce il libro stampato dalla casa editrice. Devo dire che non sono del tutto in disaccordo con questo pensiero, quello che dico io è che mi piacerebbe vedere più diversità nelle librerie senza troppi "snobbismi" che potrebbero unire lettori di diversi generi letterari. Forse un post non basta per elencare le innumerevoli possibilità  o situazioni fattibili, senza pensare anche a tasse da pagare e dipendenti da assumere. Scriverci sopra un libro, non mi sembra il caso e non voglio annoiare chi mi sta seguendo. Volevo solo esporre il mio pensiero a riguardo. 
Per concludere, cosa succede a chi, come me, divora una quantità di libri non indifferente durante l'arco dell'anno? Non ci resta che mettere quei titoli nelle varie liste dei desideri sui vari negozi on-line e aspettare che il loro prezzo cali. Possibile che non ci sia una strada possibile per far si che tutto questo possa cambiare?  

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