lunedì 13 maggio 2013

Recensione: "Colpa Delle Stelle" by John Green

Hazel Grace Lancaster ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, il cancro alla tiroide che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione, ma che le danneggia ulteriormente i polmoni. Sua compagna  di vita è una bombola d'ossigeno che le permette di "respirare".
Le sue aspettative di vita sono incerte. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Adora gli show televisivi e osanna lo scrittore di un libro, "Imperiale Affiliazione", che narra la storia di Anna una ragazza malata come lei e che però ha un finale aperto. Lei ne è ossessionata e vorrebbe tanto incontrarlo per potergli parlare. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus - Gus - Waters al gruppo di supporto per malati di cancro, dove lui accompagna il suo amico Isaac. Gus ha sconfitto il suo cancro a scapito di una gamba, sostituita da una protesi. Questo affascinante compagno di sventure la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Gus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.
Quest'ultimo libro di John Green mi ha toccato da vicino. Ho avuto il piacere di essere per un certo periodo volontaria LILT all'istituto tumori e il mio reparto era proprio prospiciente a oncologia pediatrica. ho visto tanti "Hazel & Gus", tante amicizie sbocciate nella condivisione di un dolore. Si perchè credo che solo chi vive quell'esperienza possa comprenderla appieno e solo uno scrittore come Green possa renderla con schiettezza, senza quelle sovrastrutture false e moralistiche. Questo è quello che colpisce anche di questo libro: la narrazione pulita, semplice; l'ironia amara di chi ha dovuto re-inventarsi un nuovo concetto di ordinario, perchè la commiserazione e i pietismi sono più spesso di chi è fuori e osserva piuttosto che tra coloro che lo vivono.
Colpa delle Stelle è il racconto di due vite che si incontrano, s'intrecciano e si riscrivono. La ragazza che sa tutto quello che si può conoscere su cosa voglia dire morire di cancro finalmente incontra qualcuno che la invoglia a voler sapere di più di cosa voglia dire davvero vivere.
Il ragazzo che sfida la morte e la guarda in faccia trova qualcuno con cui vivere questa vita conquistata con un coltello tra i denti, senza nascondersi.

Ma è anche una storia corale, delle tante comparse così ben definite e vitali per la narrazione. C'è Isaac l'amico di Gus, un personaggio che mostra tutta la sua fragilità ma anche combattività nel continuare a riscrivere la sua adolescenza di amori difficili e video game nonostante la malattia si mangi ogni volta un altro pezzo del suo corpo, della sua vita.

Ci sono i genitori di Hazel e Gus che cercano anche loro di essere genitori "normali" di adolescenti nonostante le preoccupazioni siano ben più opprimenti.
C'è anche il libro di cui Hazel è ossessionata ed il suo così imperfetto autore, causa, a loro insaputa, dell'avventura romantica dei due ragazzi ad Amsterdam.
Green però ci fa un altro dono oltre a questa storia toccante: rende questi ragazzi reali con le loro imperfezioni ( Hazel "spreca" il viaggio di Genies/Make-a-Wish per andare a DisneyWorld, è anche solo una normale adolescente a cui piace davvero un ragazzo e Gus vorrebbe perdere la verginità...) per ricordarci che comunque sono ragazzi che sentono le pulsioni e le incongruità della loro età anagrafica nonostante la malattia li carichi di responsabilità più grandi di loro. Come per rimarcare la corsa inarrestabile e sostenuta a vivere intensamente nel poco tempo ancora concesso, non c'è spazio per il melodramma.
Attraverso questi due personaggi ci viene mostrato ogni momento agonizzante del vivere con il cancro e la lotta non solo per continuare a vivere, ma per impedire che la malattia definisca la loro identità di persone e consumi le loro menti. Green ce li mostra come sono veramente, solo persone, nella loro bellezza e fragilità, nel loro singolare eroismo come nei loro limiti. Non li esalta mai come paladini e archetipi. Ogni dialogo, ogni pagina evoca emozioni mai scontate, dettagli di vita e di presa di consapevolezza di se stessi come parte di un universo più grande e di leopardiana memoria. Attimo dopo attimo, la prosa ci presenta un susseguirsi di metafore che si svelano al lettore come petali che si aprono e ci fanno tendere verso il cuore pulsante del libro. Non rimane che lottare e sperare, illudersi - forse - per vivere intensamente ogni "piccolo infinito successo" in questo "segmento brevissimo di storia".

"Vorrei più numeri di quanti è probabile che ne vivrò, e Dio, voglio più numeri per Augustus Waters di quelli che gli sono stati concessi. Ma Gus, amore mio, non riesco a dirti quanto ti sono grata per il nostro piccolo infinito. Non lo cambierei con niente al mondo. Mi hai regalato un per sempre dentro un numero finito, e di questo ti sono grata." (cit.)

La trama ha certamente come nodo centrale il cancro, ma esso non ne è protagonista totalizzante quanto piuttosto "scenografia". Diventa l'occasione per incontrarsi, per conoscersi e, paradossalmente, per vivere.
E' un libro che fa davvero pensare alla vita e ancora di più al suo senso. Che cosa vuol dire vivere, se nessuno mai si ricorderà di noi? Come afferrare l'immortalità? Ognuno di noi sa che l'uomo ha una traiettoria: nasce, vive e muore. Molti, vivendo, si sforzano di lasciare un segno, testimonianza del loro passaggio, che li renda memorabili, immortali nonostante la loro umana mortalità. Ma quando il tempo concesso per provarci è poco, le occasioni sono limitate. Ecco che Gus e Hazel sentono come opprimente questa necessità, la sublimazione delle loro cicatrici corporee nel mondo che spesso sembra ignaro delle loro tribolazioni.
In Colpa Delle Stelle Green affronta argomenti problematici e complessi con un talento straordinario; intesse una storia piena di sfumature con vero pathos ed estrema dolcezza, senza essere mai condiscendente. Prendendo in prestito le parole di Hazel, anche per questo libro ci si fa sopraffare e toccare "piano piano, e poi...tutto in una volta!".

Nota: Mi ha fatto pensare molto anche a questo: 

Soffri e sii grande: il tuo destino è questo,
Finor: soffri, ma spera: il tuo gran corso
Comincia appena; e chi sa dir, quai tempi,
Quali opre il cielo ti prepara? (Adelchi, Atto III, scena I)

Elisa

Questa bellissima e accurata recensione è stata fatta dalla mia amica Elisa, una lettrice da centinaia di libri l'anno! Sono sicuro che in futuro mi aiuterà a scriverne altre ( leggere richiede tempo!) per darvi la possibilità di avere più recensioni possibili come suggerimenti per le vostre prossime letture! 
In aggiunta a tutto quello che Elisa vi ha suggerito di questo romanzo del bravissimo Green, vi lascio qui di seguito un video dove l'autore legge il primo capitolo! Per chi di voi, invece, stesse leggendo questo post da un tablet o smartphone lo potrà vedere qui




Titolo: "Colpa Delle Stelle"
Autore: John Green
Editore: Rizzoli, Rizzoli Narrativa
Pagine: 347
Prezzo: Amazon.it/ inMondadori/ Ibs.it/ LaFeltrinelli.it €13,60 Rilegato, €11,99 e-Book


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