giovedì 23 gennaio 2014

27 GENNAIO GIORNO DELLA MEMORIA, non dimenticare...

Essendo quasi tutto il giorno sulla rete, cercando, spulciando, perdendomi nei meandri del suo immenso contenuto, ho notato come gia' tutti stiano parlando o menzionando questo appuntamento triste che la storia, nel suo periodo piu' buio, ci ha lasciato in eredita'. Il 27 di questo mese sara' il GIORNO DELLA MEMORIA, un giorno importante, che serve a ricordare la "liberazione" del campo di concentramento di
Come ogni ricorrenza, un giorno solo viene tenuto in considerazione, per non dimenticare e per cercare di avvicinare un numero sempre crescente di persone all'argomento. Per quanto riguarda questo preciso appuntamento con un ripasso della storia, non troppo lontana da noi, bisognerebbe dedicare anni alla commemorazione di quanto e' accaduto. Centinaia saranno le attivita' annesse a questa data, molteplici i giorni nei quali avranno luogo, in altrettante localita'.
Concerti, rassegne cinematografiche, incontri, pellegrinaggi e molto altro ancora sara' la risposta che le persone daranno contro la violenza che ha visto dominare l'uomo per molti anni. Odio e momentanea cecita' hanno portato al compimento di una strage senza precedenti, aggiungendo alla storia cio' che non vi dovrebbe far parte, cambiando per sempre la vita di milioni di persone. Dal piccolo del mio blog voglio contribuire al ricordo di quel periodo e delle sue vittime, consigliandovi filmati, libri e incontri che potrebbero interessarvi.
Il primo libro che ho deciso di consigliarvi e' un romanzo scritto da Elena Loewenthal, scrittrice, traduttrice, giornalista, docente universitaria e molto altro ancora, un nome che piu' di una volta e' gia' comparso nel mio blog. Una donna incredibile la Lowenthal, un vero caso dove poter dire: "ma come fa a fare tutto?".

"La lenta nevicata dei giorni" narra la storia di due innamorati Andre' e Fernande che, come molti di loro, devono affrontare il periodo piu' buio che la storia dell'uomo abbia mai dovuto affrontare. Riusciti a raggiungere il sud della Francia, riescono a trovare rifugio, assieme ad altri ebrei, all'interno di una villa della Riviera. Il tempo passa e loro, ignari del crimine globalizzato che veniva commesso attorno a loro, mettono a dura prova il loro rapporto essendo costretti a vivere privi della liberta'. In questo racconto pieno di emozioni la bravissima Elena Loewenthal ci racconta quello che succede a seguito, se non durante, una tragedia che si spera non si ripeta piu'.  

Il secondo libro che vorrei consigliarvi si intitola "Conta le stelle, se puoi" sempre della Lowenthal, e' la storia di Moise Levi che da Fossano si trasferisce a Torino per cercare di fare fortuna e dove coltivare l'amore per la sua famiglia. Il protagonista nasce nel 1872 e dopo la prima guerra mondiale e la brutta "marcia su Roma" le sorti della sua famiglia potrebbero essere le stesse sorti di milioni di persone come tutti noi conosciamo ma, grazie all'autrice, la storia viene cambiata mettendo la vita come parte centrale per raccontare la storia dei protagonisti. Capovolgendo la storia la Loewenthal porta a riflettere quanto avremmo potuto evitare e guadagnare, rimettendo al primo posto l'amore e non l'odio come la storia ci ha brutalmente raccontato. 
Il terzo libro, "l'ultimo sonderkommando italiano" e' leggermente piu' forte come carattere rispetto ai precedenti. Sembra quasi un non fiction in quanto ci riporta a quei momenti disperati attraverso gli occhi di uno dei pochi sopravvissuti di quel periodo, una testimonianza preziosa. Enrico Vanzini ci racconta la sua storia quando, poco piu' che ragazzo viene fatto prigioniero dai tedeschi e spedito a Ingolstadt per lavorare alle fabbriche del Reich. Dopo un bombardamento che colpi' la fabbrica dove lavorava, tenta la fuga ma viene catturato nuovamente e spedito a Buchenwald, dove l'avrebbe atteso la morte. La sua pena cambia e viene trasferito al campo di concentramento di Dachau dove subisce trattamenti disumani per non parlare del lavoro che gli viene affidato: "smaltimento dei cadaveri" nei crematori. Vi lascio QUI il link che vi portera' ad un filmato che ho trovato su YouTube dove Enrico Vanzini racconta con la sua voce l'inferno che lo ha visto partecipe. Queste sono testimonianze preziose che devono essere custodite per sempre, fino a quando il mondo avra' memoria. 
Il 27 il mio post della giornata verra' dedicato al ricordo di quanto successo, non penso che potro' scrivere nulla di mio, sarebbe come una bestemmia e quindi lascero' che siano le voci dei testimoni a parlare, io rimarro' solo ad ascoltare e cerchero' di ricordare il piu' possibile le loro voci e i loro racconti. Molti dei video delle testimonianze li mettero' a disposizione sulla pagina FACEBOOK del blog. 

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