lunedì 3 marzo 2014

Recensione: "IL PALLONARO" di Luigi Romolo Carrino

Recentemente ho conosciuto quasi per caso la casa editrice goWare e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente colpito. Al momento ho acquistato due libri in formato ebook di questa casa editrice che sono: "Maledetta Primavera" di Paolo Cammilli e, appunto, "Il Pallonaro" di Luigi Romolo Carrino. La goWare mi ha mandato inoltre una delle loro ultime edizioni, per questo li ringrazio, e che spero di poter leggere al più presto.


Titolo: "IL PALLONARO"
Autore: Luigi Romolo Carrino
Editore: goWare
Collana: Pesci Rossi
Pagine: lunghezza stampa 211
Prezzo: Amazon €4,74 , mentre su inMondadori e LaFeltrinelli €4,99

Un libro che avevo addocchiato già dalla sua uscita. Sembrava interessante, in quanto trattava un tema che stenta a trovare voce in qualsiasi luogo della carta stampata se non solo piccoli accenni qua e là. Ora che ho terminato di leggerlo posso confermare che le mie aspettative sono state soddisfatte pienamente.
Il libro si apre con il suo personaggio principale Diego Di Martino, che inizia a raccontarsi, racconta del suo rapporto con il calcio, la sua pasione per questo sport e, allo stesso tempo, la sua incompatibilità con l'ambiente. Diego è gay, e nel calcio, come viene raccontato nella descrizione del libro stesso, i gay non esistono. E' "contronatura" per il mondo del pallone farne parte ed essere omosessuale. Il calcio è virilità.
Le prime pagine, con molte descrizioni tecniche del gioco del calcio, mi hanno spiazzato un pochino. Per me è come leggere una lingua straniera, della quale non so assolutamente nulla. Continuando a leggere, dopo poche pagine sono entrato nel vivo del romanzo. L'autore ci catapulta quasi da subito verso lo squallore, che altro non è se non il risultato del dover nascondere un segreto, qualcosa che non si può dire per non creare infelicità se non quella autoinflitta dalla repressione. Qui troverete un articolo apparso su "Nazione Indiana", molto interessante e completo.

tratto dl libro... "IN CASA, 10A giornata"

"...Gli spalti vogliono così. I dirigenti pure, pe' carità, ma so' soprattutto i tifosi che vogliono così. Li puoi insultare e ti ameranno. Ti puoi drogare, fare orge, tradire tua moglie e loro ti ameranno sempre per quello che sai fare sul campo. Ma puoi essere pure Maradona: se sei frocio non te ameranno più."

Diego non può rendere pubblica la sua sessualità e quindi, si trova costretto a vagare di notte in cerca di qualcuno con il quale poter avere un contatto fisico, conscio del fatto che una relazione non sarebbe possibile.
Il suo procuratore lo segue, lo aspetta e gli sferra un pugno. Diego rimane sorpreso ed allibito dal comportamento duro che gli viene riservato, apparentemente senza motivo. Diego non può permettersi di essere visto con la testa fra le gambe di un ragazzo che fa le marchette per strada, un giocatore di serie A non lo può fare. Se la cosa dovesse uscire sui giornali la sua carriera, e quindi quella del suo procuratore, verrebbe annientata in poche righe di giornale. Gli interessi sono più importanti della vita privata.
Ma un ragazzo giovane ha le sue esigenze, deve vivere, deve poter trovare se stesso al di fuori del campo. Il suo procuratore lo sa, non era la prima volta, quindi, lo mette in contatto con una rete organizzata di prostituzione nascosta e discreta al fine di prendere due piccioni con una fava: lasciare che Diego soddisfi le sue voglie e che nessuno ne venga al corrente.
Il contatto è una donna che lo guida ai vari appuntamenti, mille accortezze alle quali lui non deve nemmeno pensare. Tutto è organizzato nei minimi dettagli, niente può trapelare, discrezione totale di chiunque vi sia coinvolto.
Qualche incontro, tutto molto anonimo e triste, molte volte gli appuntamenti entrano nel luogo bendati, nessuno si deve riconoscere. Diego non regge e collassa, si trova a dover combattere con se stesso e contro tutto quello che gli altri si aspettano da lui. Si sente solo e sente che non può parlarne con nessuno. Una sera, in preda ad una crisi, viene recuperato dal suo procuratore, Marco Natti, che lo riporta a casa e gli comunica un appuntamento con un circuito di giocatori gay. 
Diego, segue il consiglio e si prepara alla sua prima serata con alcuni dei componenti di Marisa, questo il nome del circuito. Molto più di un circolo per calciatori omosessuali, creato per uno scopo preciso, molto più importante di quello che possa sembrare inizialmente. Arrivato sul posto Diego, completamente a disagio per la situazione, incontra, con sua grande sorpresa, giocatori che già conosceva, tra i quali un componente della sua stessa squadra: Stefano Baldini. Con lui inizia una storia fino a quando, un fatto grave li coinvolgerà entrambi, rendendoli vittime di non si sa bene quale crimine.
Altro non vi voglio raccontare per non rovinarvi la lettura. Un tema che mi ha appassionato e del quale poco si parla, anzi, del quale non si vuole parlare. "Don't ask don't tell" sembra essere il motto di questi ambienti per soli uomini "veri", così il calcio come l'ambiente militare. Ammetto che ha messo luce sulla tematica più scomoda che riguarda il mondo del pallone e i suoi protagonisti.
Trattata dall'autore in modo gentile e priva di volgarità e luoghi comuni. I protagonisti, anche se "inventati", hanno avuto voce (oppure hanno dato voce a chi non può...) attraverso le parole di Carrino, forse le uniche ma con la capacità di farci riflettere e ampliare il nostro punto d'osservazione, oltre la sua superficie.




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