lunedì 10 marzo 2014

TEMPO DI CINEMA... "THE BUBBLE" di Eytan Fox

Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana! Già al lavoro? Beh, mettetela così, la pausa pranzo si avvicina! :) Voglio iniziare la settimana raccontandovi di un film israeliano abbastanza datato ma ancora molto facile da reperire. Molto probabile che YouTube ne abbia una versione integrale. Questo è uno dei miei film preferiti in assoluto! The Bubble (הבועה), racconta la storia di un gruppo di amici che vivovno a Tel Aviv. Gli amori, l'amicizia, lo scontro con la dura realtà del luogo, tutti ingredienti che sono serviti al regista, Eytan Fox, per una ricetta vincente.
Recentemente sono stato al Festival del Cinema Israeliano a Milano e il curatore, mentre spiegava l'origine del processo che è servito a poter portare i film in una rassegna, ha raccontato come il cinema del piccolo stato del Medio Oriente stia leggermente cambiando, correggendosi subito e aggiungendo la parola ampliando
Realista, ecco il modo migliore per descrivere il lavoro dell'azienda cinematografica di Israele, sia per il grande schermo che per le serie televisive, specialmente di ultima produzione. 
THE BUBBLE (la bolla) è senza ombra di dubbio realista, romanzato, ma pur sempre portavoce della vita reale e delle sensazioni che si respirano in questo paese. Personalmente penso che questo sia il vero motivo del successo, raccontare storie il più possibile vicine alla vita quotidiana delle persone. Se poi ci pensiamo bene, tutto ciò che vediamo nei film, in TV e nei libri, arriva da una visione della realtà che ci circonda, no? 
Noam ( Ohad Knoller ), un soldato che sta svolgendo il suo servizio ad un posto di blocco, al confine tra Israele e la Cisgiordania, incontra brevemente Ashraf ( Yousef 'Joe' Sweid ), un ragazzo palestinese. Entra in contatto con lui in una situazione di emergenza che capita in quel frangente. Mentre si trovano in quel luogo sospeso tra i due territori, riescono ad interagire a causa del fatto che una donna palestinese entra in travaglio con fortissimi dolori e Noam cerca di soccorrerla utilizzando l'aiuto di Ashraf per la traduzione. Purtroppo dopo l'arrivo dell'ambulanza, i dottori non riescono a fare molto e il bambino nasce morto, con il risultato di una piccola rivolta, generata dalla rabbia, dei presenti. 
Noam torna a Tel Aviv, dove vive con i suoi migliori amici: Lulu ( Daniela Virtzer ) e Yali ( Alon Friedman ). La prima lavora come commessa in un negozio (il vero negozio si chiama SABON, ottimi prodotti, da poco aperto anche a Milano) e il secondo lavora come manager in uno dei ristoranti più famosi di Tel Aviv (anch'esso esiste realmente con lo stesso nome del film). Entrambi i luoghi di lavoro dei due personaggi si trovano, ancora oggi, nella strada più frequentata durante il giorno che si chiama Sheinkin Street. 
Eytan Fox ha voluto proprio descrivere le vite di questi ragazzi in una metropoli qualunque, Tel Aviv in questo caso,  dove le vite e le storie dei protagonisti si intrecciano con la politica del paese.
Ashraf una sera si presenta alla porta di Noam a Tel Aviv. Gli riporta i suoi documenti che devono essere caduti al check point durante lo svolgerso del'emergenza. Piacevolmente sorpreso, Noam lo invita ad entrare e gli presenta i suoi coinquilini. Da questo punto inizierà la loro storia d'amore. Una relazione unica, vissuta con grande travaglio per entrambi a causa del contesto nella quale ha visto il suo inizio. A fare da sfondo ai due protagonisti "chiave" del film ci sono le vite di Lulu, perennemente innamorata dell'uomo sbagliato, e di Yali, in cerca di una persona della quale valga la pena innamorarsi. Una storia forse raccontata in modo estremo, inserendo tutto un mondo in poco meno di due ore di film, ma che riesce a fornire un'idea meno sfocata dell'immaginario che i media ci forniscono di questo luogo, rendendolo molto più simile al nostro di quanto si possa pensare.
Tel Aviv, grande protagonista, in quanto è la città ad avere dato il nome al film, "La Bolla" per eccellenza, un luogo che cerca di distrarsi ed estraniarsi il più possibile da tutto quello che lo circonda. 

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