giovedì 29 maggio 2014

Recensione: "UN CASO DI SCOMPARSA" di Dror A. Mishani

In questo periodo non ho molto tempo per leggere molto e, proprio per questo motivo, sto cercando di prediligere quei libri che avevo acquistato l'anno scorso ma che poi, chissà perchè, non ho mai nemmeno iniziato. Inoltre, ho fatto un calcolo veloce dei soldi che ho speso per quei libri ( e che continuo a spendere ) e la cosa mi ha dato da pensare...
Oggi vi parlerò proprio di una di queste letture dimenticate. Un libro che è uscito nel maggio dell'anno scorso per Guanda e che ho comprato in versione digitale.
L'autore si chiama Dror A. Mishani, un giovane scrittore israeliano di crime fiction. Ha ricevuto anche un premio come miglior libro tradotto in Svezia per il suo genere e questo, se pensate ai casi editoriali di questo paese a riguardo, indica senz'altro un vero talento.
Araham Avraham, questo il nome del nostro detective, un personaggio che è stato inventato per durare nel tempo. Dico così perchè "un caso di scomparsa" è solamente il primo capitolo di una serie di avventure che il poliziotto si troverà ad affrontare. Il secondo libro "A possibility of violence" è stato pubblicato in Israele nel 2013 e verrà tradotto e pubblicato in altre lingue proprio nel corso di quest'anno, così è quello che dice il suo sito internet. Ho anche dato un'occhiata su Amazon e dice che il 4 settembre è prevista l'uscita della versione in lingua inglese. Io lo spero proprio perchè il primo libro mi è piaciuto moltissimo, anche per il fatto di appartenere ad un genere poco seguito dagli scrittori dello stato mediorentale.

Titolo: "UN CASO DI SCOMPARSA"
Editore: Guanda
Pagine: 304
Prezzo: amazon.it, inMondadori e LaFeltrinelli.it in brossura a €15,30 mentre in versione digitale a €4,99.

Il commissario Avraham Avraham, è nel suo ufficio. Davanti a lui siede una donna, madre disperata a causa della recente sparizione del figlio. Le 24 ore non sono ancora passate, ma la donna ha trovato tracce di una routine interrotta che l'ha portata a recarsi alla polizia per chiedere aiuto. Il cellulare è stato uno degli indizi, abbandonato a casa, cosa che non era mai successa, per non parlare del fatto ancor più grave, e cioè il mancato ritorno a casa da scuola.

Avraham Avraham la ascolta, la osserva, ne percepisce l'ansia ma non può non fare a meno di pensare che, anche quella volta, si tratti di un semplice allontanamento temporaneo da casa classico dei giovani, intenti a scoprire il mondo cercando un pò di libertà. Ofer, questo il nome del ragazzo presumibilmente scomparso, un nome annotato su un qualsiasi foglio, scritto con la convinzione che nemmeno quel gesto potesse servire in quanto il caso era inesistente.

Tornando a casa, proprio quello stesso giorno, i pensieri di altri casi di ragazzi scomparsi affollano la mente dell'ispettore di polizia che, colto da un momento di apprensione, nota come la scarsa rilevanza di alcuni di quei casi abbia portato a conseguenze tragiche per i protagonisti. Atti di negligenza dei quali la polizia ha dovuto farsi carico addossandosi la colpa di non aver fatto abbastanza per evitre il peggio.
Sta di fatto che Ofer non torna a casa e i giorni passano. Avraham si pone a capo delle indagini, interroga i vicini, i compagni di scuola, vengono diramate le foto del ragazzo attraverso la pagina facebook della polizia; indagini che sembrano complicarsi giorno dopo giorno a causa della mancanza di indizi o piste possibili che possano ricondurre al ragazzo.
A partecipare alle indagini vedremo parecchi personaggi, antagonisti e sostenitori del principale. Avraham Avraham è il commissario perfetto per questo tipo di indagini, diciamo che incarna il giusto profilo: pensieroso, malinconico a volte paranoico, solitario, insomma c'è tutto quello di cui abbiamo bisogno per schierarci dalla sua parte e prenderne le difese. Per lo meno questo è quello che è successo a me.
 Un vicino di casa, Zeev,  che sembra sapere qualcosa alla continua ricerca di  un contatto con il nostro Avraham, diventa un personaggio chiave per la maggior parte del libro. Per cercare di rimanere solo con lui improvvisa una chiamata anonima alla polizia dove, fornisce dettagli falsi su dove si trovi il ragazzo in modo da "insidiarsi" nelle ricerche, non contento del risultato inscena un'idea ancora più malvagia e crudele, forse dettata dalla stupidità o dall'interesse dello scrittore nel farcelo pensare, o forse no. Ma per quale motivo compie tutti questi atti quasi da mitomane? Sarà veramente lui l'uomo da controllare? Mishani dedica un attento profilo psicologico e sociale di questo suo personaggio che mi ha affascinato molto. Frustrazioni, pensieri, responsabilità e voglia di ottenere un posto nel mondo, senza necessariamente pensare ad un riscatto sociale, sono tutti aspetti della vita dei personaggi di questo romanzo. Per niente scontato e per nulla noioso, ha tutte le carte per aggiudicarsi il podio tra i suoi colleghi di genere. Una scoperta piacevole, un libro che vi consiglio vivamente di leggere e vedrete che alla fine mi darete ragione! 
Dror A. Mishani riesce a creare aspettativa e tensione, per non parlare di quella curiosità da lettore di libri "crime". Penso che con questo libro assisteremo all'inizio della carriera di Avraham Avraham, il commissario che porterà il giallo ai primi posti anche in Israele. 


Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...