venerdì 25 luglio 2014

Intervista a... Chiara Del Vaglio, autrice del romanzo giallo "Inter-Napoli, delitto a Milano"

Ciao Chiara, benvenuta nello spazio delle interviste di Crazy About Fiction! Il tuo giallo mi è piaciuto molto e per questa ragione mi piacerebbe rivolgerti delle domande a riguardo. Lasciami iniziare col dire che finalmente anche le donne nel nostro paese avanzano in un genere che è sempre stato territorio prevalentemente maschile. Da questo vorrei rivolgerti subito la prima domanda:

D. Perchè secondo te? Pensi che un maschio abbia una visione migliore o una certa inclinazione per i gialli? Questo inteso sia come spettatore, quindi lettore, e sia come autore stesso (del genere...)? 

R. Per la verità il più famoso scrittore di gialli di tutti i tempi era una donna: Agatha Christie! Poi ci sono P.D. James, Fred Vargas, che nonostante il nome è una donna, ed è una delle mie preferite... forse non ce ne sono in Italia? Ma noi arriviamo sempre dopo il resto del mondo, probabilmente perché l'editore italiano da una donna si aspetta il romanzo rosa, magari perché riesce a catturare quel pubblico poco incline alla lettura, che in Italia è una percentuale molto elevata.

D. Come mai hai deciso di scrivere proprio un giallo? Passione personale o la storia ti è "capitata" fra le mani?

R. Sicuramente passione personale, anche perché il giallo è un genere che si può scrivere solo se si conosce a fondo, se si ha un certo background come lettore, se no si rischia di scrivere un fac-simile, cioè un romanzo che viene spacciato per giallo, ma che in realtà lascia il lettore con tanti interrogativi irrisolti.
Ovviamente mi sono capitati anche tanti spunti e situazioni che sono stati fonte d'ispirazione per sviluppare la storia.

D. Alessandra è il personaggio chiave del tuo romanzo. Un commissario di Polizia nuovo, femminile, meno legato agli schemi dei tanti suoi colleghi ai quali ci siamo abituati negli anni. Com'è stato il tuo approccio nella costruzione di questo persnaggio?

R. Lo stesso che per gli altri personaggi: in tutti e 4 c'è qualcosa di me, ho fatto in modo che fossero complementari tra loro, e tutti fuori dagli schemi, così come lo sono anch'io!

D. Come sei arrivata alla pubblicazione del libro? E' stato un percorso complicato?

R. Ho scritto all'agenzia letteraria Thèsis, a cui è piaciuto il romanzo e dopo un po' di mesi hanno deciso di pubblicarlo con la goWare. Essendo la mia prima esperienza non so dire se il percorso sia stato complicato o meno, posso solo fare un confronto con l'editoria musicale, che conosco per via del mio lavoro, e quindi posso garantire che hanno impiegato meno tempo loro a leggere un romanzo di 200 pagine e a rispondermi, piuttosto che tanti discografici ad ascoltare una canzone di 3 minuti e dare una risposta!

D. Nella narrativa moderna i commissari non sarebbero tali se non fossero affiancati da validi aiutanti. Solitamente colleghi pasticcioni, familiari o amici che, anche se decisivi per la storia, vengono usati per illuminare ancor di più il personaggio principale, facendolo diventare una specie di "eroe", piuttosto che essere parte attiva del palcoscenico. Nel tuo caso ho trovato qualcosa di diverso, Alessandra è il carattere dominante delle indagini ma riesce comunque a lasciare spazio ai suoi amici/confidenti che, a loro volta, riescono ad attirare la simpatia del lettore. Mi sbaglio?  Era questo il tuo intento? Come sei arrivata ai vicini di casa?

R. L'intento era proprio questo, e come ho già detto in altre interviste, volendo scrivere qualcosa di attuale, non si può non considerare che oggi è cambiato il modo di vivere, non ci si divide più in persone che vivono in famiglia e persone che vivono da sole, ma esiste la terza opzione, sempre più diffusa, cioè vivere con dei coinquilini. Soprattutto in città come Milano, dove la maggior parte della popolazione è costituita da emigranti (me compresa!), spesso capita che avendo le famiglie lontane, coinquilini e vicini di casa diventino la famiglia d'adozione con cui condividere il quotidiano... infatti avrai notato che nessuno dei 4 protagonisti è milanese, ma provengono da ogni parte d'Italia e hanno tutti le famiglie nei loro paesi d'origine.

D. Come hai affrontato la ricerca per costruire il caso citato nel libro? Collaboratori che lavorano nel campo?

R. Un'amica che lavora nell'alta finanza, e a cui mi sono ispirata per la figura della vittima, mi ha dato un po' di dritte sul tema; un'altra amica di famiglia, un vice-questore, mi ha dato le risposte ad alcune domande di tipo tecnico. Per tutti gli altri "campi", incluso quelli calcistici, è tutta farina del mio sacco, cioè sono cose che appartengono al mio bagaglio culturale o di cui ho conoscenza diretta.

D. Quali cambiamenti ci sono stati nella stesura del romanzo prima di porre la parola "fine"? Hai cambiato i personaggi, ne hai introdotti di nuovi, luoghi o descrizioni rispetto alla tua idea iniziale?

R. Sicuramente le idee arrivavano giorno per giorno, cambiamenti ce ne sono stati, ma forse il più importante riguarda l'assassino... nella prima idea doveva essere un'altra persona! Poi ho avuto un'illuminazione, ed ho creato un finale un po' a sorpresa...
D. In Italia come si posiziona il genere giallo rispetto ad altri generi narrativi? I paesi del Nord Europa per molto tempo l'hanno fatta da padroni nel campo, pensi sia ancora così? Cosa ci manca per far crescere l'interesse e quindi il numero di lettori?

R. Sinceramente non conosco le dinamiche di mercato, posso solo constatare che il popolo italiano è statisticamente quello che legge meno di tutti, e nel nostro paese l'unico meccanismo che accresce l'interesse nei confronti di un prodotto è spesso la visibilità televisiva. L'Italia è un paese composto da pochissimi lettori e da milioni di telespettatori. Evidentemente ciò che ci manca è una rivoluzione culturale.

D. Hai mai pensato, o qualcun'altro per te, quanto bene potrebbe uscire una serie TV basata sul libro? 

R. Certo che ci ho pensato, anche altri ci hanno pensato... ma fino a che le case di produzione tv non sapranno che esisto, sarà difficile che questo sogno possa diventare realtà.

D. Stai già lavorando alle prossime avventure della protagonista? Insomma, ci sarà un seguito?

R. Sì, ho già buttato giù delle idee, ma per ora non ho ancora iniziato a dare forma e a scrivere la nuova storia, ma lo farò presto!

Grazie infinite per aver trovato il tempo per rispondere alle mie domande! Speriamo che queste case di produzione tv leggano il mio blog... penso che ne uscirebbe una cosa ben fatta...
Tienici informati sugli sviluppi del seguito! 

C.D.V. Prego, grazie a voi per l'intervista!


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