mercoledì 2 luglio 2014

Recensione: "Che Dio ci perdoni" di A.M. Homes

Titolo: "CHE DIO CI PERDONI"
Autore: A.M. Homes
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 496
Prezzo: Amazon, inMondadori, LaFeltrinelli in versione brossura a €16,15

Ho letto questo libro appena uscito, non ancora tradotto in italiano. Non ero riuscito ad attendere un minuto in più, dovevo leggerlo subito. A.M. Homes è, come ho avuto modo già in passato di segnalarlo, una delle mie scrittrici preferite. Dopo aver letto "This book will save your life", romanzo che mi ha letteralmente rapito l'attenzione, ho letto la maggior parte dei suoi libri, uno dietro l'altro. Se avete voglia nel blog troverete altri post che la riguardano con link a video con la scrittrice come protagonista.
Se qualcuno mi dovesse chiedere qual'è la cosa che più mi piace della sua scrittura, al primo posto ci sarebbero i dialoghi, scritti magistralmente. Dovessi fare un esempio, riporterei la chiamata al 911 che il protagonista di "This book will save your life" si trova a fare, contro la sua volontà ma costretto da un forte dolore che non riesce a controllare. Ho letto molto a riguardo e trascrivere un dialogo, così come siamo abituati a fare tutti i giorni verbalmente, da quando abbiamo iniziato a parlare, sono certo che molti di voi, me compreso, troverebbero difficilissimo.
Anche in questo libro, la Homes riesce a costruire per i suoi personaggi dialoghi incredibilmente strani ma così intensi e spaventosamente utili per mostrare l'originalità dei suoi protagonisti che senza, il romanzo ne soffrirebbe troppo.
Non una storia semplice da digerire, quella narrata in questo romanzo. Harry insegna all'università, vive con la moglie Claire, non ha figli e ha sempre osservato per tutta la sua vita suo fratello George con un certo grado di ammirazione e forse d'invidia. George è un uomo di successo, carismatico, ha una moglie ( Jane ) e due figli Nathaniel (Nate) e Ashley. 
edizione britannica
Il libro ha inizio con la cena per il Giorno del Ringraziamento dove il centro dell'attenzione è senza ombra di dubbio, ancora una volta, George. Durante la notte, Harry, il nostro protagonista, riceve una telefonata di Jane che gli chiede se può andare a recuperare il fratello (suo marito) alla stazione di polizia che, prima di quella telefonata, l'aveva avvisata di un incidente dove George era stato coinvolto. 
Incidente dove, erano morte delle persone. In stato confusionale George viene portato a casa e poi in ospedale. Jane e Claire, si mostrano quasi superficialmente estranee all'accaduto che, fino a quel momento, solo Harry trovava grave. Bellissimo il dialogo tra Jane e Harry quando quest'ultimo riporta a casa George per la prima volta dopo il fattaccio. Distaccata e fredda, ecco il modo migliore per descrivere Jane, ma anche Claire che, una volta raccontato l'accaduto, non si mostra ne preoccupata e ne volenterosa di rendersi utile. 
Il momento che scatena tutto quello che avverrà poi nelle seguenti trecento pagine è quando George, uscito o meglio dire "scappato" dall'ospedale, fa rientro a casa dove trova il fratello a letto con la moglie. L'ira prende il sopravvento sul già fragile stato emotivo di George che si scaglia contro la moglie ferendola in modo grave. Harry si troverà a dover affrontare la situazione postuma all'accaduto. Trasferitosi nella casa del terribile episodio, si prenderà cura degli animali domestici e dei suoi nipoti, tornati dal collegio, e del suo matrimonio andato in frantumi. Lasciato dalla moglie, Harry inizia il suo vagabondaggio nel cercare di capire il comportamento del fratello, immedesimandosi qua e là nella vita di George, irrompendo nella sua privacy. Una vita privata e lavorativa che, come quella del fratello, vede una discesa in picchiata verso una pista impossibile da utilizzare per un atterraggio di fortuna. In modo molto diverso ed interessante, la Homes ci porta alla scoperta di una società dove i valori e la famiglia iniziano a prendere strade diverse, dove genitori assenti creano figli costretti a diventare adulti prima del tempo, facendogli perdere quel sano periodo di transizione dell'infanzia. 
Ancora una volta A.M. Homes è entrata nei panni di un uomo, come per i suoi precedenti romanzi, creando un personaggio complesso e che riesce ad incarnare lo sfigato-eroe che molto ricorda Richard Novak, il personaggio (che ho amato) di "Questo libro ti salverà la vita".

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