giovedì 14 agosto 2014

Andromeda Heights

Titolo: Andromeda Heights
Autore: Banana Yoshimoto
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 100
Prezzo: in brossura a €9,35 su Amazon, inMondadori e LaFeltrinelli.

Non potevo non comprarlo. Andromeda Heights di Banana Yoshimoto mi ha conquistato e rapito, portandomi in quel mondo di riflessioni e sentimenti come solo lei è stata in grado di costruire da "Kitchen" in poi in tutti i suoi lavori. A dire la verità, per quanto mi riguarda da "Sly" in poi, ma questa è solo una mia considrazione personale.
In questo suo romanzo, il primo della serie "Il Regno", la mia cara Banana Yoshimoto tocca le corde fragili dei legami ma al tempo stesso della sicurezza che da essi ne deriva. La famiglia, un insieme di persone unite da un sentimento di amore e stima reciproca. Nelle sue pagine ci mostrerà come il concetto di famiglia sia l'unica cosa importante e non il legame di sangue.
La protagonista di questa storia, Shizukuishi non ha genitori, vive con la nonna, una guaritrice molto conosciuta in tutto il paese.
Vivono lontane da tutto e da tutti, sulle montagne, pochissimi i contatti sociali se non fosse per coloro che le visitano, con il puro scopo di ottenere le loro prestazioni di guaritrici.
Un mondo perfetto quello della giovane protagonista, fatto d'amore e di natura, dove nessuno e niente possono turbarne la quiete.
"Abbandonata" dai genitori, Shizukuishi dovrà sopportare nuovamente lo stesso terribile sentimento, in quanto la nonna le comunica che è venuta l'ora per lei di lasciare tutto e andarsene via, un nuovo inizio per l'ultimo capitolo della sua vita. Dopo essersi ripresa dallo shock, cercherà di crearsi una vita, non più lontano dal genere umano ma in città, un luogo dove tante vite si incrociano quotidianamente senza quasi mai entrare in contatto l'una con l'altra.
Da qui inizia il viaggio della protagonista di questo romanzo, esattamente da un distacco, un disagio che ci lascia alla deriva, soli alle prese con il mostro più grande che c'è in noi: la paura di noi stessi. L'incontro con Kaede, un veggente sull'orlo di perdere completamente la vista nel quale vedrà una specie di figura paterna e che la porterà a riconsiderare il senso di famiglia.
Elemento chiave della Yoshimoto, e devo dire anche di molti altri autori nipponici, è la naturalezza con la quale riescono a descrivere quei sentimenti inspiegabili a parole, emozioni senza alfabeto che solo i loro protagonisti hanno il privilegio di decifrare. 

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