lunedì 1 settembre 2014

"Il capitale umano" di Paolo Virzì

Ieri mi sono recato alla Feltrinelli di Largo Argentina a Roma e, mentre mi guardavo attorno, ho notato la copertina di un DVD uscito da poco. Il titolo è "Il capitale umano" di Paolo Virzì. Dalla sua uscita mi ero promesso di andarlo a vedere sul grande schermo ma tra una cosa e l'altra, beh, non ce l'ho mai fatta. Così mi son detto prendiamolo e vediamo un pochino come mai tutto questo successo.
Il film è diviso in capitoli, ognuno dei quali racconta la stessa vicenda e gli stessi accadimenti ma dai diversi punti di vista dei personaggi principali. Nessuna ripetizione, non aspettatevi un susseguirsi di eventi triti e ritriti, ma un perfetto montaggio che, lo noterete voi stessi, crea aspettativa e incuriosisce lo spettatore in maniera esponenziale. Il regista fornisce la visione dei personaggi come quando si conosce qualcuno per la prima volta, gioca con la nostra superficialità, ci testa, aumentando le nostre convinzioni nel giudizio, per poi obbligarci a cambiare idea man mano che entra nelle loro vite. Ho trovato gli attori particolarmente bravi, specialmente ad imitare ( alcuni di loro) e quindi a forzare l'accento del luogo ( che poi sarebbe il mio). Sullo sfondo c'è Varese (e provincia), una piccola e laboriosa cittadina a misura d'uomo, luogo che conosco molto bene avendoci vissuto per due anni. 

Questo film è stato tratto dall'omonimo libro scritto da Stephen Amidon e quindi ambientato negli Stati Uniti. Virzì ha trasferito l'anima del romanzo rendendola applicabile ai giorni nostri e all'Italia. Adolescenti sempre più sotto pressione da una società che ci obbliga ad essere comunque vincenti, diretti da adulti sempre meno consapevoli del proprio ruolo di genitori ma speranzosi di un riscatto sociale che sembra a loro dovuto. 
Famiglie importanti e famiglie della media borghesia che si raffrontano, entrano in contatto. I soldi al comando di tutto e di tutti, amicizie, relazioni, burattini e burattinai si contaminano a vicenda. Ma cosa succede quando le cose vanno male, quando tutto quello che si ha costruito, non importa come, viene rovinato e le aspettative stravolte? Cosa accade a quelle care e strette amicizie quando il cielo diventa più scuro? Le risposte a queste domande sono tutte in questo film che ho apprezzato dall'inizio alla fine.
Uno schiaffo in faccia per risvegliarsi da un tepore che sta pian piano portandoci alla rovina. Il regista mostra come le ambizioni personali e l'appagamento di se stessi attraverso l'ammirazione di altri possa trasformarci in mostri senza alcuna coscienza. 
Guardatelo! L'avete già visto? Lasciate qui sotto un commento e fatemi sapere se vi è piaciuto oppure no e perchè! 

2 commenti:

Mr Ink ha detto...

Io dovrei rivederlo. L'ho visto all'uscita, anche un po' distrattamente, e nonostante avessi apprezzato molto la struttura narrativa, avevo condiviso meno i pareri entusiastici letti in rete sulla validità delle tematiche. Il libro, come pure tu dici, ha un'ambientazione americana e secondo me si vede. Il film, per me, non parla poi tanto della nostra italia, come molti sottolineano. L'ho trovato vago, un po' qualunquista. Come film intrattiene, ma l'intento satirico c'è e non c'è. Ottimo il cast, comunque, anche se trovo irritante irritante Bentivoglio. Solo in Scialla era un po' più piacevole.

Simone ha detto...

si, sono d'accordo con te, il cast è ottimo in questo film. L'ambientazione americana conferisce una quasi impossibilità nel trovare una collocazione più nostrana ma... devo dire che hanno centrato il segno.
Siccome le zone nelle quali il film è ambientato, sono luoghi che appartengono alla mia infanzia, devo ammettere che ho riscontrato molte verità, criticate svariate svolte in passato da molti, offesi proprio per la scelta della location unitamente all'argomento.
In complesso mi è piaciuto, specialmente la seconda volta che l'ho rivisto. Ripeto, l'accento forzatissimo di alcuni attori a volte risultava quasi ridicolo...

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