giovedì 13 novembre 2014

Attraverso il confine tra Messico e USA: "Soltanto il cielo non ha confini" di Guido Mattioni

Titolo: "SOLTANTO IL CIELO NON HA CONFINI"
Autore: Guido Mattioni
Editore: Ink Edizioni
Collana: Narrativa Ink
Pagine: 200
Prezzo: in brossura su Amazon, inMondadori, LaFeltrinelli a €11,90 o in versione ebook su Amazon a €4,49 o su inMondadori e LaFeltrinelli a €6,99

Dopo il successo di "Ascoltavo le maree" (se non sbaglio già alla quarta edizione ), Guido Mattioni torna a travolgere il suo pubblico con la stessa intensità e trasporto, spingendo il lettore ai confini tra due grandi paesi: Messico e Stati Uniti d'America.
Qui vi riporto al post che avevo scritto sul suo precedente lavoro, cliccate sul link per essere indirizzati alla pagina nel blog o qui per leggere l'intrvista che molto gentilmente mi aveva rilasciato. Questo vi darà anche l'occasione per conoscere quest'autore un pochino di più da vicino.
Tema caldo ai due stati quello toccato da Mattioni: immigrazione clandestina. Guido Mattioni è un giornalista oltre che uno scrittore. Lunga la sua carriera e molte le cose che la sua professione gli ha permesso di toccare da vicino.

Il luogo narrato è la "frontera", come viene chiamata in gergo locale. Un purgatorio dove molti giovani messicani vagano per anni, lontano da casa. Tante storie simili, genitori che vedono i loro figli dirigersi alla ricerca di un futuro migliore, coscienti che, con tutte le probabilità, sarà l'ultima volta che li vedranno. Dall'altra parte ci sono le luci di El Paso, l'America, il sogno. Un luogo di passaggio per molti di loro, prima di dirigersi verso gli stati del Nord a cercare lavoro ma, per altrettanti, il domicilio all'inferno fatto di corruzione, droga e criminalità organizzata, scegliendo così la via più facile verso un guadagno meno onesto ma più sicuro.

L'autore ha voluto raccontarci tutto questo attraverso le vite di Diego e Hernando, fratelli che si sono divisi proprio a causa di quella barriera di confine. Due anni passati a lavorare in quello squallido posto, Ciudad Juarez, giusto a raccimolare i soldi necessari per pagare quel posto in fila, a mollo nel buio delle acque del Rio Grande,  fiume che segna quel temuto confine, come se fosse la natura stessa a volerlo. Un passaggio che potrebbe rivelarsi peggiore degli anni trascorsi nell'attesa di quella notte.

Il racconto inizia presentandoci Diego, intento a trascorrere la sua permanenza  a Ciudad Juarez - la sorella "gemella" di El Paso - lavorando sodo, come se il presente non contasse più, uno stato comatoso, temporaneo, in funzione di quel passo verso il sogno. Un territorio che sembra essersi fermato nel tempo, rendendo le vicine ma lontane luci di El Paso ancora più brillanti e piene di opportunità. Diego lavora, un bravo ragazzo al quale la vita ha solo riservato un duro inizio ma che poi, pentita di tanta crudeltà, gli offre un riscatto, mettendolo ancora alla prova. Da quel momento il destino sarà nelle sue mani.

E proprio a El Paso vive Henry, un giornalista che altro non si occupa se non dell'argomento immigrazione. Le sue ricerche, attraverso corruzione e disperazione, lo condurranno ad incrociare il suo destino con quello di Hernando, il fratello gemello di Diego.
Quel fratello che aveva fatto il grande passo anni prima, ripartendo da zero, facendosi strada con le proprie forze, nell'ironia di una vita migliore e onesta vissuta nella clandestinità, portandosi sempre con sé la sensazione dei i jeans bagnati dalle acque di quel maledetto fiume.
Un racconto che porta a riflettere, a porsi delle domande. Un traffico di braccia che vede la partecipazione corrotta della malavita messicana di frontiera, così come di quella americana.

Guido Mattioni mi ha, ancora una volta, rapito con la sua scrittura pulita ed "educata", un romanzo che ha le tinte del thriller (in salsa giornalistica), senza l'ingrediente della perversione, tipico del genere. C'è molta tensione nel libro. Infatti, riusciamo a percepire l'odore della paura, misto a quello disperato di un sogno impossibile da realizzare. L'illusione del sogno americano che rischia di diventare più triste della miseria dalla quale si cerca di scappare, al rischio della vita. 
Tutti i luoghi descritti nel libro sono luoghi veri, vi consiglio di fare una ricerca su google o su YouTube, così come ho fatto io, vedrete che scoprirete un mondo del quale, dalle nostre parti, se ne parla poco o quasi per niente, ma dove troverete tanti Diego e tanti Hernando. Le parole di Guido Mattioni vi sembreranno quelle dell'articolo che il personaggio di Henry (il giornalista), in un ipotetico futuro inesistente, avrebbe scritto dopo aver conosciuto la storia di questi due fratelli.

Ci sono tantissime cose delle quali mi piacerebbe parlarvi riguardo al romanzo ma rischierei di far diventare questo post ancora più lungo di quello che è. Un argomento molto complesso che porta il lettore a toccare quell'illusione di una vita migliore, vissuta nella perenne schiavitù e paura, la perdita di una morale per un guadagno maggiore, la corruzione gemellata tra i trafficanti messicani e le autorità americane, i "buoni" da un lato e i "cattivi" dall'altro, ma quale sia quello messicano e quale quello americano, beh, è difficile da capire.

Buon fine settimana a tutti!


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