martedì 27 gennaio 2015

Giorno della Memoria 1 : "L'ultimo Sonderkommando italiano"

Titolo: "L'ultimo Sonderkommando italiano"
Autore: Enrico Vanzini
Editore: Rizzoli
Collana: Saggi
Pagine: 132
Prezzo: Mondadori Store, Amazon, LaFeltrinelli con copertina rigida a €13,60 mentre in versione ebook a €9,99

Oggi, 27 gennaio del 1945 è il Giorno della Memoria. Una data importante, scelta dall'ONU in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.
Una giornata simbolo per volgere il pensiero a tutti i milioni di persone uccise nei campi di concentramento. Un modo per tener vivo il ricordo di questo assurdo periodo della storia dell'umanità, nella speranza che non si possa più ripetere.
Vi propongo una lettura difficile, la testimonianza vera di una persona che ha vissuto l'inferno e che con grande coraggio e forza ci racconta cosa voglia dire sopravvivere alla prigionia in un campo di concentramento. 

Enrico Vanzini si trova in Grecia. A quei tempi i tedeschi si trovavano nello stesso luogo al fianco delle truppe italiane. Ma la storia, come tutti ben sappiamo, cambia repentinamente percorso. La caduta del fascismo nella penisola è imminente. Da quel momento le truppe tedesche cercheranno di catturare gli italiani presenti in quel territorio essendo dei traditori. Enrico Vanzini cerca di scappare a quella possibile cattura ma senza successo. Viene portato in Germania, dove un alto grado delle SS ne ordina la fucilazione per tradimento il giorno stesso.
La fucilazione viene cancellata ma, pur avendo trovato salvezza al momento, per lui e i suoi compagni si apriranno più tardi le porte dell'inferno. Dachau è il campo di concentramento dove Vanzini viene trasferito. Uno dei campi di sterminio più grandi creati dagli architetti della morte di Hitler.
Una beffarda scritta posta all'ingresso di questo luogo del male recita che "il lavoro rende liberi". Quasi uno slogan creato per nasconderne le atrocità compiute al suo interno.
Vanzini, prigioniero di guerra ci porta indietro nel tempo, in quel luogo di morte e cattiveria inaudita, dove la vita valeva meno di qualsiasi cosa inanimata presente sul posto.
Faceva parte dei sonderkommando, squadre composte da prigionieri con il crudele compito di raccogliere i cadaveri e gettarli all'interno dei forni. 
In quarta di copertina viene riportata una frase contenuta nel libro e con questa penso di non dover aggiungere altro: "Qualcuno dice che a Dachau la camera a gas non venne mai usata. Io li ho visti i morti soffocati. Li ho staccati a fatica gli uni dagli altri".





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