venerdì 27 febbraio 2015

Intervista all'autrice di "Il diavolo veste Zara" !

Buongiorno a tutti voi, cari lettori del mio blog. Se non mi sbaglio è un bel po' di tempo dall'ultima volta che ho intervistato uno degli autori dei quali vi ho parlato nel blog. Penso sia sempre bello poter rivolgere loro qualche domanda per capire meglio i loro lavori e, perché no, anche di loro stessi. 
Oggi vi propongo l'intervista che ho rivolto all'autrice di "Il diavolo veste Zara", Mia Valenti. 

Ciao Mia! Benvenuta nello spazio delle interviste di Crazy About Fiction e grazie infinite per la tua disponibilità nel rispondere alle mie domande. I miei, ma soprattutto i tuoi, lettori ne saranno molto contenti...
Come ho scritto nella recensione che ho pubblicato sul blog, il tuo libro mi è piaciuto molto. Ha saputo intrattenermi e non mi ha mai fatto venire la voglia di una pausa durante la sua lettura. Ho trovato la tua scrittura chiara e veloce, avvenimenti divertenti quanto i personaggi che ne hanno animato le scene. Mia mi ha tenuto parecchia compagnia per qualche ora e non penso che me la scorderò facilmente...

Veniamo ora alla prima domanda. Devo obbligatoriamente partire dal titolo. Tu già saprai il perché, immagino molti avranno già posto questa domanda. Anche senza leggere la sinossi, diciamo che sarebbe impossibile non azzeccarne l'argomento trattato.
Inequivocabile la somiglianza, ovviamente voluta (penso), con il famoso "Il diavolo veste Prada".

D. Come sei arrivata alla scelta del titolo? E' arrivato prima o dopo averlo terminato? Chi l'ha deciso?

R. Nel punto in cui Mia rivendica le sue capacità e smette di subire le ancherie di Veronique, si definisce così: "io, il diavolo che veste Zara". E' stato allora che mi è venuto in mente il titolo... Di fatto questa scelta nasce da una provocazione, oggi dieci anni dopo il diavolo veste Prada, i capi senza scrupoli come Miranda o la nostra Veronique, devono cominciare a temere le giovani assistenti alla riscossa...

D. Io ho letto la versione del tuo romanzo in formato ebook. Visto che mi è piaciuto, incuriosito, sono andato in libreria per sbirciare la versione cartacea, alla ricerca, forse, di trovare qualche informazione in più sull'autrice. Niente foto anche lì e una bio molto stringata. Mantenere l'anonimato è il risultato di una scelta posta sul fatto che qualcuno possa riconoscersi all'interno del libro o, cosa molto più probabile, riconoscerne l'autrice?

R. Ma no... la verità è molto più semplice di quello che sembra. Questa è la storia di Mia Valenti. Ma a scriverla sono stata io... Sara Lorenzini, già autrice di "45 mq la misura di un sogno" (Mondadori) e "Diario semiserio di una redattrice a progetto". Mia Valenti è il mio pseudonimo e il nome della protagonista, ho scelto di farla diventare una scrittrice per tutti quelli che leggeranno la sua storia!

D. Mia è lo stesso nome che hai deciso di dare alla tua protagonista. Permettimi di dire: ben scritta. Non mi è stato difficile immaginarla in giro per Firenze sulla sua bicicletta, mentre il suo inseparabile cellulare le squilla nella borsa. Un personaggio molto reale, una giovane ragazza che ha un sogno, delle capacità, molta determinazione e che cerca di emergere nel suo campo. Tanta dedizione e tanto lavoro. Stesso nome per la sua creatrice che, guarda caso, anch'essa si trova a lavorare a Firenze per una casa di moda... (corretto?) Tutto questo per chiederti: partendo proprio dal nome, autobiografico fino a che punto è il tuo libro? Chi è la vera Mia Valenti?

R. Questo libro racconta la storia di una giovane ragazza in carriera, una precaria alla riscossa. Mia Valenti, in un certo senso, può essere chiunque si riconosca nella sua tenacia, nel suo talento e nella sua fiducia verso il futuro.

D. I personaggi sono, come la protagonista, portatori sani di molti dei nostri caratteri, questo è un aspetto che mi è piaciuto particolarmente. Il lettore può facilmente immedesimarsi in loro. Inventati o, compresa la dura Veronique, presi dalla vita dell'autrice?

R. Costruiti ad arte e non nascondo per ciascuno di loro mi sono ispirata a qualche persona incontrata nella realtà...

D. Il senso dell'umorismo è un'altro ingrediente vincente del tuo libro. Sei stata molto brava nel creare situazioni tragi-comiche che hanno evidenziato la capacità di auto ironia della nostra eroina.
Un esempio su tutti, la scena nell'armadio dove avviene il primo incontro con Francesco, l'uomo che... Beh non dico altro per non fare spoiler... Sei una persona che riesce a vedere il lato comico in tutte le situazioni, nella vita di tutti i giorni?

R. Sì, direi di sì... Sono una persona ironica e auto-ironica, parafrasando il titolo del mio primo romanzo sono una scrittrice "semi-seria" e spesso mi scappa da ridere...

D. Qual è stato il tuo passato di scrittura? Con questa domanda intendo: sicuramente queste non saranno le primissime pagine che hai scritto, immagino che nel cassetto avrai altri scritti rimasti ancora lì... Hai mai frequentato un corso di scrittura creativa? 

R. Sì, da giovanissima... Ho sempre amato scrivere e leggere. Sin da bambina sono sempre stata una grande lettrice, la passione per la scrittura è venuta da sé...

D. Leggi molto? Come sono le tue abitudini da lettrice e cosa leggi di più?

R. Amo molto leggere, direi che mi nutro di libri. Leggo specialmente la mattina o nei periodi in cui sono più rilassata...

D. Mia crea capi che verranno venduti a migliaia di euro, ma lei è costretta a vestire low cost perché il suo stipendio non le permette altro. La generazione 1000€ non è ancora terminata? Anche nella moda? 

R. Direi proprio di no... E spesso è già tanto riuscire ad ottenerli al netto tra le imposte ora che le partite Iva per i giovani vanno così di moda...

D. Il mondo della moda viene descritto spesso come un pianeta a parte, un posto spietato, dove la concorrenza e l'arte di farsi le scarpe sono il pane quotidiano vestiti con la maschera della falsità. 
Questi elementi vengono usati nel romanzo. Visto che ti tocca da vicino, sono solo credenze che si prestano bene alla narrazione o qualcosa di vero Mia lo racconta?

R. La maison d'alta moda in cui lavora Mia è un ufficio come tanti... Non è il mondo della moda ad essere spietato, è il mercato in un momento storico come questo. Molti lettori e molte lettrici, dai lavori più disparati, si sono riconosciuti nelle dinamiche del romanzo perché spesso sono quelle che si vivono in ogni contesto professionale.

D. L'importanza dei social network e dell'uso della tecnologia sono utili al tuo personaggio per la sua rivincita, riscatto... qual è il tuo rapporto con internet?

R. Lo utilizzo molto sia per informarmi che per comunicare. Ho un profilo su facebook e una fan page - Sara Lorenzini - e sono spesso connessa...

D. Io vedrei bene un bel film basato su questo racconto, possibile? Tu che ne pensi?

R. Sarebbe un sogno... Perché no? Sognare non costa nulla!

Avrei altre domande da farti ma già penso di aver abusato troppo del tuo tempo e della tua gentilezza...
Mi auguro di poter leggere presto un tuo nuovo racconto, nel frattempo leggerò "45 mq la misura di un sogno" e verrò a visitare la tua pagina facebook. 

Ciao!

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