mercoledì 4 marzo 2015

Le complessità dell'amore "La dittatura dell'inverno" di Valeria Ancione

Titolo: "La dittatura dell'inverno"
Autore: Valeria Ancione
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 308
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €15,30 mentre in versione ebook a €2,99

Quanto mi è piaciuto questo libro. Valeria Ancione è riuscita a catturarmi pagina dopo pagina e, per continuare con una banalità, parola dopo parola. Dovete concedermelo perchè così è stato. Ma quanti bei libri sto leggendo ultimamente.
Una storia molto complessa. Una donna, Nina, madre di cinque figli e super impegnata moglie di Michele con il quale gestisce le tre librerie di loro proprietà.

Il primo incontro tra Nina ed Eva avviene ad un matrimonio. C'è musica, Michele non ama ballare ma Nina sì. Eva le si avvicina facendole dei complimenti. Michele, al contrario della consorte fiuta odore di bruciato ed interrompe questo "flirt" mettendosi in mezzo tra le due. Nei giorni a seguire, la narratrice e protagonista di questo romanzo, Nina, comincia a riflettere sull'accaduto ma poi il tempo scorre e finisce per dimenticarsene. Sullo sfondo c'è Roma d'inverno, la routine famigliare e molti impegni da dover assolvere. Un turbinio di cose da fare, comprese le nuotate in piscina ascoltando audiolibri. E sarà proprio in piscina che Eva, quella ragazza conosciuta tempo prima rifarà il suo ingresso nella sua vita. Forse un caso o forse no, ma il destino deciderà che quella superficiale conoscenza si dovrà trasformare in una salda e ossessiva amicizia.
La dittatura dell'inverno obbligherà Nina a trovare momenti liberi per poter rimanere in compagnia di quella dolce e giovane ragazza, piena di vita e antidoto per superare meglio i mesi più difficili dell'anno.
Eva è attratta da Nina così tanto che vorrebbe oltrepassare quella rigida forma di distanza che distingue l'amicizia dall'amore. Nina ne è a conoscenza ma sembra quasi fidarsi troppo delle promesse della giovane, capace di sottrarsi all'attrazione che prova per quella donna pur di poterla avere anche solo come amica. Ma cosa succede quando sarà Nina a buttar legna sul fuoco di passione che arde dentro Eva?
Una storia come poche, un argomento che viene poco trattato e che ha suscitato in me moltissime opinioni. Molti i punti di vista dai quali poter considerare il comportamento della protagonista, con la quale ho quasi simpatizzato inizialmente, ma che poi mi ha procurato un senso quasi di rabbia per il suo comportamento. E' poi successo che anche la rabbia è cambiata in compassione, quasi comprensione, lasciandomi con molti interrogativi anche sul mio modo di giudicare certe situazioni.
Tutto ciò è stato creato dalla maestria nella scrittura dell'autrice, mostrando la protagonista sotto luce diversa in molti punti del racconto.
Ma sarei ingiusto a dire ciò senza informarvi che in questo romanzo le protagoniste sono due e non una. Eva, giovane e single, Nina sposata con cinque figli e tantissimi impegni. Cosa le unisce, come vivono l'amore e la passione, l'abbandono e quel tira e molla tipico di un adolescente ancora immaturo, incapace di una decisione definitiva.
Vi consiglio vivamente di leggerlo e di non lasciarvelo scappare. Ora che l'inverno volge al termine, e per fortuna, sarà un ottimo modo per festeggiare l'arrivo della stagione dei cambiamenti. 
Molto presto scriverò qualche domanda da rivolgere a Valeria Ancione, una scrittrice che mi ha veramente conquistato e che ha saputo trattare con dovizia di particolari e altrettanta delicatezza un argomento complicato.
Rimanete quindi connessi per leggere le sue risposte, un modo in più per capire di cosa tratta questo romanzo che ho divorato in pochissimo tempo. 


8 commenti:

Saro Tanca ha detto...

Libro d'esordio decisamente inutile del quale si può fare volentieri a meno. Scritto con mano incerta si perde nei meandri di storie che vorrebbero scandalizzare ma che risultano, alla fine, elucubrazioni di borghesi in perenne deficit di emozioni. Che chi gestisce librerie faccia anche crostate (è il caso della protagonista) non rende meno amara la lettura dei capitoli che si susseguono all'insegna della noia più imbarazzante. La protagonista ama una donna? Buon per lei se ha fatto finalmente outing...

Simone ha detto...

Personalmente ho trovato il libro molto interessante e, appunto per essere un esordio, lavorato bene.
Nel titolo della mia umile recensione ho appunto scritto "le complessità dell'amore" perché non penso che sia un fatto solo riducibile alla scoperta della protagonista di amare qualcuno dello stesso sesso. La protagonista è sposata, ha dei figli, una vita borghese e, forse come dici tu, un po' annoiata o forse bisognerebbe dire che manca di brio.
La scrittrice è riuscita a descrivere bene il punto di vista delle due donne, non solo della protagonista, del loro amore e della difficoltà di elaboralo più che viverlo.
I punti più lunghi, che a tuo parere sono noiosi ( penso di sapere a cosa ti riferisci ) per quanto mi riguarda sono stati necessari a farmi assorbire le emozioni e riflessioni di quello che stava accadendo, quel limbo in cui una relazione del genere deve obbligatoriamente sostare.
Il fatto della relazione con un'altra donna perché poi dovrebbe scandalizzare? Trovo invece interessante ultimamente questa narrativa che non cataloga più i ruoli uomo/donna come universali.
Il bello dei libri è anche questo, scatenano emozioni diverse ricordandoci che non siamo tutti uguali, proprio come i personaggi che ne animano le pagine. Non è forse per questo che leggiamo? Io non leggo romanzi per il piacere di scandalizzarmi ma per vedere cose diverse da ciò che vivo nella mia quotidianità.
Grazie per aver lasciato il tuo commento!

Anna M. ha detto...

Ho letto il romanzo e ho proprio faticato per arrivare alla conclusione! Mi ha annoiato e, a tratti quasi innervosito sia la storia, a mio avviso banalissima, sia la prosa utilizzata che mi è parsa elementare e molto povera nel lessico. Ho cercato, per tutta la durata della lettura, di capire cosa volesse trasmettere l'autrice al lettore:ha forse voluto affrontare l'argomento "amore"? O, piuttosto la libertà della donna? O entrambe le tematiche? Qualsiasi fosse l'argomento prescelto e sotteso, che la Ancione ha inteso proporre al lettore lo ha fatto in maniera inefficace e banale, a mio parere. L'amore viene trattato secondo comuni cliché che mi sono parsi quelli tipici dei romanzi rosa! La libertà della donna, per carità, certo non è questa.... non è tradire liberamente il marito, vivere con leggerezza avventure sessuali fini a se stesse e, persino, squalliducce, con altri uomini! La libertà della donna sta nell'affermazione di ben altri diritti...

Saro Tanca ha detto...

Da un libro d'esordio ci saremmo aspettati una forte pulsione verso inesplorati sentieri della letteratura, un seppur minimo tocco di genio che ci avrebbe accompagnati con fervore creativo invece di lasciarci desolatamente soli nella impervia lettura della "Dittatura dell'inverno". Il pur certosino lavoro di editing evidentemente non è venuto a capo di una materia troppo grezza che, pagina dopo pagina, si è aggrovigliata fino a divenire inestricabile. Circumnavigare l'ovvio non ha portato mai da nessuna parte e la scansione noiosa della vita privilegiata della classe medio-alta non può che suscitare il fastidio di chi pretende che i fatti siano sottesi da una logica non solo edonistica. Nessuna legittimazione contenutistica, infine, viene dal carteggio con lo psicologo che alla fine del libro dovrebbe, verosimilmente, sollevarne qualitativamente le sorti. Invece si rivela inutile cesura in cui la corrispondenza tra la protagonista e il "tecnico della mente" fa pensare allo scambio di maldestre opinioni in un giornale femminile probabilmente del terzo mondo. Inutilmente lungo, il romanzo trova l'unico punto di legittimazione editoriale nella celebrazione pseudo-erotica e bacchettona dell'amore saffico.

Anonimo ha detto...

Ma guarda che strano. Mi avevano segnalato questo libro, e mi aveva incuriosito anche la dotta e terribile recensione di questo Saro. In questo blog ne ho scoperta un'altra, a sua firma, che però ho trovato in un altro sito firmata in un altro modo. Ho capito: questo Saro (o Sergio, o chissà la prossima volta come si chiamerà) non è interessato al libro, vuole solo fare male all'autrice. E invece basterebbe leggere il libro e dire, "mi piace" oppure "non mi è piaciuto". Cosa che ho intenzione di fare nei prossimi giorni.

Saro Tanca ha detto...

Caro anonimo, il libro non mi è piaciuto e l'ho argomentato ampiamente. Nessuna acredine nei confronti dell'autrice, anche se impropriamente e soprattutto abusivamente si dedica maldestramente all'esercizio della letteratura. Credo che in questo Paese sia garantito ampiamente, almeno per il momento, il diritto di critica e che bisogna dare sempre spazio alle voci dissonanti che non restano impigliate nella melassa del conformismo. Credo anche che un'autrice debba confrontarsi non soltanto con parenti e amici (è scontato il loro appoggio incondizionato) ma anche con il mondo esterno che vede le cose e i libri in maniera oggettiva. Caro anonimo, una spolveratina di umiltà non fa mai male...

La libreria di Tessa ha detto...

Io sinceramente ho fatto fatica a capire la protagonista, che in molte occasioni ho trovato irritante. Come donna, più o meno della stessa età di Nina, non sono riuscita proprio ad immedesimarmi, né a provare empatia o simpatia per il suo modo di fare vagamente egocentrico. Detto questo, un libro può piacere o no, essere noioso, irritante o meraviglioso..quasi mai un libro è inutile. Ben venga se ci fa discutere!

Saro Tanca ha detto...

Cara libreria di Tessa,
i libri inutili esistono, eccome. Sono quelli scritti in maniera approssimativa, confusionari e privi di qualsiasi connotazione storico-sociale. Si risolvono in un auto-incensante onanismo mentale e spesso sbandierano teorie singolari, come quando fanno coincidere la libertà delle donne con la libertà di copulare con soggetti-oggetti di ambo i sessi, salvo poi tornare nei recinti confortanti della famiglia. Inutili sono quei libri che attentano alla lingua italiana. E potrei continuare...

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