sabato 17 ottobre 2015

IED e Mondadori: due chiacchiere con Davide Francesco Cabra, uno dei vincitori di "Match the Cover"

Buongiorno a tutti voi, miei cari lettori, oggi vorrei proporvi un'intervista che ho rivolto ad uno degli studenti dello IED che hanno partecipato e vinto il concorso in collaborazione con MONDADORI: "Match the Cover!".
Già avevo avuto l'occasione di parlarvene qui, mostrandovi alcune delle copertine e i nomi dei vincitori. Bene, grazie alla disponibilità di Anna Cantaro - responsabile dei Progetti Speciali dello IED di Milano - sono riuscito a coinvolgere uno dei vincitori ponendo qualche domanda per capire qualcosa in più di questa iniziativa. Il suo nome è Davide Francesco Cabra ed ha realizzato la copertina de "Il Piacere" di Gabriele d'Annunzio.

Ciao Davide! Benvenuto nello spazio delle interviste di Crazy About Fiction. Grazie infinite per aver deciso di rispondere ad alcune domande riguardanti il progetto "Match the Cover" che ha visto coinvolti voi, studenti dello IED, e la casa editrice Mondadori. Ho trovato l'idea molto interessante e innovativa, insomma, valevole di essere raccontata all'interno del blog.

1. Quando vi è stato proposto di partecipare al progetto? Come siete venuti a coniscenza delle modalità di svolgimento?

R. Attorno ad ottobre del 2014 è stato lanciato il contest aperto a tutti gli studenti IED. Come sempre per i Progetti Speciali, ci hanno mandato una comunicazione interna con l'invito a partecipare alle selezioni, incuriosito ho deciso di partecipare al colloquio di selezione e sono stato scelto tra i partecipanti. Io e gli altri studenti selezionati, abbiamo poi incontrato i referenti di Progetto Mondadori che ci hanno descritto il progetto e consegnato il brief. Da quel momento e fino a febbraio, ci siamo incontrati ogni settimana per discutere delle copertine e dei progetti che stavamo realizzando seguiti da tre tutor interni allo IED: Anna Cantaro, Carlo Amico e Alessandro Busseni.

2. La scelta delle copertine da creare, è stata obbligata o avete avuto la possibilità di scegliere liberamente?Quali sono le tue copertine?

R. La lista dei libri ci è stata data direttamente da Mondadori. Io, come altri, ho lavorato su tutte dieci le copertine e nella fase finale è stata selezionata quella de "Il Piacere" di Gabriele d'Annunzio.

3. Avete dovuto leggere i libri in questione prima di mettervi all'opera?

R. Non ci sono stati obblighi in questo senso, erano per la maggior parte libri che avevo già avuto modo di leggere durante il periodo scolastico, per cui mi è bastato dargli una rispolverata. In alcuni casi abbiamo preferito, piuttosto che lavorare sulla trama, trasporre una sensazione, un concetto o un immaginario che secondo noi risaltava all'interno del libro.

4. Quanto conta la copertina di un libro secondo te? E' vero quel che si dice... non giudicare un libro dalla copertina?

R. Penso che la copertina sia una parte fondamentale nella scelta del libro, soprattutto se non lo si conosce. Ci lasciamo conquistare dai colori, dall'immagine e dal titolo che ci troviamo davanti, per poi voltare il libro e, leggendo la sinossi, cercare una conferma alle nostre fantasie. Detto ciò, il libro preferito resterà sicuramente tale a prescindere dalla copertina.

5. Qual è stata la visione necessaria per creare la copertina giusta?

R. Essendo studenti di diversi indirizzi ci siamo soffermati per lo più sugli ambiti di nostra competenza, nel mio caso ho cercato di raccontare "Il Piacere" con un'immagine diversa rispetto a quelle che sono state usate nelle versioni precedenti. Ho cercato di renderlo più accattivante per un target giovane e ho spostato l'attenzione dalla donna avvenente e seduttiva che aveva rappresentato fino ad allora il libro.

6. Quanti tentativi hai fatto prima di arrivare al prodotto finito da presentare?

R. L'immagine che ho realizzato è piaciuta da subito e non ha subito sostanziali modifiche, mentre invece per quanto riguarda l'apporto grafico ci sono state numerose correzioni in corso d'opera che ho seguito direttamente nel reparto di grafica della sede di Mondadori, con le indicazioni di Giacomo Callo e Gianni Camusso.

7. Vi è stato chiesto di lavorare ad altre copertine?

R. No, per il momento questa è stata la prima ed unica occasione a cui ho avuto la possibilità di partecipare.

8. Siete passati in libreria per vedere le vostre creazioni? Che effetto ti ha fatto? Avete già avuto un riscontro dalla Mondadori? ( lo so, qui sono tre domande ma... le ho ritenute abbastanza complementari... ).

R. Solo nel vedere la copertina esposta in libreria mi sono reso conto che il progetto era definitivamente terminato, per cui è stata una sensazione abbastanza agrodolce: ero felice della riuscita, ma allo stesso tempo ancora tormentato dai dettagli, dalle scelte fatte che ormai non potevano più essere modificate. La cosa più piacevole sono sicuramente gli amici che mi mandano fotografie dalle varie librerie dove trovano il libro.
I primi riscontri sulla copertina li ho avuti dal web, non tutti esattamente positivi. Ma citando Wilde "Non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli."
Volevo dare un'immagine diversa, meno stucchevole a questa copertina e trovo normale che non tutti i lettori siano concordi in questa visione personale del libro.

9. Avete partecipato a qualcosa di simile in passato?

R. No, è stata la prima volta in cui ho avuto a che fare con una grande azienda come Mondadori e si preannunciava una pubblicazione cartacea. Fino ad oggi avevo collaborato con i miei coetanei e per progetti per lo più personali.

10. Quali sono i tuoi progetti futuri?

R. Non sono ancora sicuro di "quello che voglio fare da grande". Sicuramente vorrei continuare a lavorare nell'ambito della comunicazione visiva, ma forse allontanandomi dalla fotografia per un indirizzo un po' più ampio, come la direzione creativa.

Beh, caro Davide, noi di Crazy About Fiction ti auguriamo di poter realizzare i tuoi desideri. Le tue risposte sono state esaustive e centrate nel rispondere alle nostre domande. La tua copertina per noi è molto bella, nuova e innovativa. E' molto piacevole leggere l'entusiasmo nelle tue parole e nel modo in cui ci hai descritto il processo di questo progetto. Per questo motivo ti ringraziamo e speriamo di poter parlarci ancora in futuro!
Tantissimi ringraziamenti allo IED di Milano tramite Anna Cantaro che è stata così disponibile e gentile nell'aiutarci a far recapitare le nostre domande all'interessato, e un ringraziamento per aver reso possibile questa intervista ad Anna Da Re di Mondadori, amica del blog! 
Come potete vedere lo IED conferma, attraverso i talenti che forma, un luogo che ha a cuore la creatività e la passione per l'arte e per la comunicazione, così come una grande azienda come Mondadori che si presta a questi tipi di progetti che aiutano a scoprire nuovi talenti. 


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