mercoledì 25 novembre 2015

Uno scrittore a Tel Aviv, Etgar Keret e "Sette anni di felicità"

Titolo: "Sette anni di felicità"
Autore: Etgar Keret
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Traduttore: Vincenzo Mantovani
Pagine: 164
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €11,90 mentre in versione ebook a €8,99

Sette anni possono sembrare pochi per molti di noi, ma per uno scrittore dalle grandi doti come Etgar Keret sono sufficienti per raccontare un mondo intero, il suo.
La narrativa utilizzata come lente di ingrandimento per aiutare la comprensione attraverso le parole di chi riconosce la potenza di un racconto.
Ma da dove far partire il tutto se non dalla nascita del proprio figlio? Quale momento e ricordo migliore per descrivere quella felicità contenuta nel titolo stesso?
E' quindi dall'ospedale con la moglie in procinto di partorire che vediamo partire il conto alla rovescia di questi sette anni di felicità.
Un evento speciale, se non fosse che nel suo caso si riveli complicato per la mancanza di personale medico, impegnato nell'emergenza di un attentato terroristico appena accaduto. Con questo inizio l'autore sembra quasi descrivere l'immaginario che molti hanno di Israele, sua nazione di appartenenza. Ci ricorda come un evento naturale, il parto, possa diventare complicato in base alla posizione geografica nella quale ci si trova.
Racconti o, dovrei meglio dire, frammenti di vita che l'autore ha raccolto in sette anni. Tra le pagine di questo libro ci parlerà del suo paese, del suo passato come soldato durante il servizio militare obbligatorio, che coincide esattamente con l'inizio della sua carriera di scrittore, della sua famiglia e anche un po' di noi stessi.
In modo ironico, ma anche serio, ci dirà della morte di sua sorella il giorno del suo matromonio, pur abitando ancora oggi con il marito in un quartiere ultraortodosso di Gerusalemme, vedremo il declino della malattia del padre, del fratello che dopo aver combattuto in Libano si ritrova a vivere in Thailandia con la moglie e molte altre storie. 
Ogni storia richiede una lettura profonda e mai sbrigativa. In pochissime righe Etgar Keret riesce a narrare la sua vita, ci racconta delle sue emozioni e di quelle delle persone che lo circondano, parla delle sue radici e di cosa significhi per lui andare in Polonia, luogo dal quale la sua storia e quella della sua famiglia hanno avuto inizio.
Quando terminerete di leggere l'ultima pagina vi sentirete bene, avrete riso e avrete tenuto un atteggiamento più serio, vi sarete riconosciuti in molte situazioni e avrete apprezzato il piacere della buona narrativa, dal primo al settimo anno. 
Pur avendo un filo che segue il tempo d'azione, attraverso un progressivo passare del tempo, troverete il tocco magico di Keret, proprio per il fatto che ha suddiviso questo spazio temporale in una modalità che riprende i suoi precedenti lavori, piccoli racconti che serviranno a ricomporre i suoi ricordi in una fotografia meno sbiadita e abbastanza nitida da poterla incorniciare, per essere ammirata.

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