martedì 8 dicembre 2015

Diciannove anni e sentirli tutti in "Tutto quello che siamo" di Federica Bosco

Titolo: "Tutto quello che siamo"
Autore: Federica Bosco
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 348
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €15,30 mentre in versione ebook a €9,99

Federica Bosco è una scrittrice molto conosciuta. Ha un sito internet molto interessante e concepito per non annoiare il visitatore, scritto in modo divertente ( specialmente la bio ) e senza fronzoli, dove poter reperire informazioni su di lei e sui suoi lavori. Quindi, nel caso non sappiate ancora chi è, vi invito, cliccando QUI, a farle una visitina. Io per primo, non avendo mai letto nulla di suo, me lo sono spulciato per bene. 
Avevo visto i suoi libri in libreria, negli store online, molta gente me ne aveva parlato, ma non ho mai avuto il tempo di leggerli. 

Veniamo al romanzo del quale vi vorrei parlare oggi. Questo libro è una delle mie letture della settimana scorsa, letto in due giorni e devo dire che mi è piaciuto parecchio.
Di cosa parla? Marina è una ragazza di 19 anni, sua madre muore, lasciandola a combattere con un padre assente e cieco ( nei suoi confronti, non letteralmente ), una matrigna ( parecchio stronza ) con la quale è scontro continuo e un fratello più piccolo da proteggere. Tutto in un periodo della vita di ognuno di noi in cui le difficoltà sono all'ordine del giorno. Diciamocelo, crescere non è semplice. Bisogna capire gli altri e capire se stessi, insomma, trovare la strada più indicata per noi, ovviamente senza quel cavolo di libretto di istruzioni di cui tanto si parla... è roba da supereroi.
Ed è proprio nella premessa che un coming out  recita: "Chiunque vi dica che avere diciannove anni sia una cosa fantastica è un imbecille". 
Dando uno sguardo alla vita di Marina non si può certo biasimarla. Dopo la perdita della madre, il padre ha iniziato ad interessarsi solo al lavoro e alla sua nuova compagna, dimenticando il ruolo e la presenza che aveva nelle vite dei suoi figli. Litigi continui generati dalla rabbia per l'impossibilità di vivere il dolore immenso per la perdita della figura materna.
Ad aumentare le ansie della giovane c'è il sogno di frequentare l'Accademia d'arte, idea bocciata sul nascere dal padre, facendole crollare ulteriormente il mondo addosso. Marina però è una ragazza forte, decisa, pronta ad affrontare due lavori per riuscire a costruirsi la sua indipedenza, decide di lottare e non di soccombere.
Un forte istinto di protezione, dopo la perdita del genitore, si rafforza nei confronti del fratellino... Sente che deve impedire che possa diventare come il padre e la matrigna cattiva che il destino, malvagio, gli ha assegnato. Cerca di stare con lui giorno e notte, maschera il dolore che porta dentro cercando in tutti i modi di renderlo partecipe della vita che continua.
Ingrediente che non può mancare è l'amore, quel sentimento che a quell'età prende il sopravvento e diventa assoluto. Avremo l'opportunità di conoscere i sentimenti di Marina e delle sue prime scoperte con l'altro sesso, fornendo al lettore un punto d'osservazione veramente privilegiato. Come anche l'amicizia, sincera e disinteressata, si potrebbe dire ad energia verde, senza possibilità di inquinamento del mondo degli adulti.

Ho trovato questo romanzo interessante sotto molti punti di vista. Se dovessi pensare ad un adolescente che lo legge lo vedrei come un amico speciale che ti fa capire di non essere solo, che quello che si vive è già stato testato da altri, che ne sono sopravvissuti, una via d'uscita c'è sempre, basta non mollare. Il lettore adulto, invece, potrebbe tornare con i ricordi verso quel periodo tanto estremo e provarne la libertà, oppure, riprovare quella sensazione di purezza persa nel cammino, tra il lavoro e l'aumento di responsabilità. 
All'interno del romanzo di Federica Bosco si toccano temi molto importanti, posti sotto una luce diversa dal solito, che pongono a riflettere. Tengo a dire che la storia può sembrare un po' tragica, da come ve l'ho raccontata, a causa di tutte le disavventure che la protagonista deve affrontare, ma non vi preoccupate, l'abilità della scrittice è stata quella di amalgamare bene gli ingredienti, aggiungendo in fine un pizzico di ironia per ammorbidire l'amaro della vita. 
La scrittura permette di scivolare sulle pagine e non crea intoppi. Io l'ho letto nella piena comodità che offre il mio divano, ma questa è un'altra storia.

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