venerdì 22 gennaio 2016

La Grade Mela, un falsh mob ed una bella storia: "Se tu fossi neve" di Eleonora Sottili

Titolo: "Se tu fossi neve"
Autore: Eleonora Sottili
Editore: Giunti
Collana: Scrittori Giunti
Pagine: 184
Prezzo: Mondadori Store, Amazon, LaFeltrinelli in versione cartacea a €11,90 mentre in versione ebook a €7,99

Prima esperienza di lettura con Eleonora Sottili. Ho deciso di parlare del suo romanzo per due motivi, prima di tutto perché si tratta di una delle mie ultime letture ( del mese scorso ), ma soprattutto perché penso sia una storia scritta bene e molto attuale, coinvolgente.
In "Se tu fossi neve", l'autrice, ha voluto portarci in una bianca e fredda New York. Per l'esattezza ci troveremo alla Grand Central Station, la stazione dei treni più filmata nella storia del cinema e, nel caso di questo romanzo, scena di inizio della storia.
Un palcoscenico, ecco quello che il mago dei flash mob Charlie Todd ( personaggio reale, cliccate per saperne di più ) riesce a trasformare questo luogo così frenetico, introducendo ( a sua insaputa ) il personaggio principale del libro, Jason, immobile come il resto dei partecipanti. Bloccare il tempo dove il tempo scorre troppo velocemente, sembrerebbe voler essere il suo messaggio...
Durante la recita, i suoi occhi si posano sulla ragazza con il cappello da fantino, anche lei nel suo stesso stato, devota al suo ruolo.
Il tempo scade e, improvvisamente, tutti si muovono nello stesso istante per riprendere quella normalità che per un attimo era stata messa in modalità stand-by. Jason tenta nell'arduo tentativo di raggiungerla ma senza successo. La figura della ragazza si perde, confondendosi tra le centinaia che ne affollano il luogo.
La neve continua a scendere e Jason non riesce a smettere di pensare a quella figura femminile che tanto lo ha colpito. Passano due anni e quel ricordo non vuole andarsene, quindi decide a tutti i costi di ritrovarla.
Parte così il suo progetto, una vera e propria spedizione alla 007, impresa ardua in una metropoli che conta milioni e milioni di abitanti, senza contare coloro che, in cifre simili, vi transitano giornalmente.
Zadie, che secondo me è la vera protagonista, vive nello stesso stabile di Jason, ha dodici anni e vorrebbe diventare un'esploratrice. Ogni giorno si prepara, con calma e costanza, creando una specie di auto-disciplina poco comune per la sua giovane età. I due sembrano aver creato un'intesa quasi familiare, tanto da conoscersi molto bene, più di quanto possano pensare l'uno dell'altra.
Ma la vita scorre veloce, e a volte porta a concentrarsi troppo su noi stessi, dando per scontato tutto il resto e, inconsciamente, ci allontana da ciò che è veramente importante per noi. Ecco, questa bambina mi ha affascinato ancor più di Jason. Ha una storia da raccontare, così giovane ma così immensa rispetto al mondo che la circonda e nel quale si trova a lottare.
Dall'Italia, a dare una scossa alla storia, arriva Alice. In fuga da qualcosa che l'ha fortemente turbata, nella speranza che la distanza possa in qualche modo risolvere i suoi problemi. Altro elemento interessante della storia sono la coppia di uomini, suoi amici, che la ospitano e che, pur rimanendo a margine del racconto, diventano significativi per il messaggio sociale insito nel loro ruolo. Ho trovato questo accorgimento ottimo da parte dell'autrice. Non vi dico altro perché dovete leggere il suo libro per scoprirlo.
Tre personaggi che il destino farà incontrare, mescolando le carte in gioco, cambiando le loro sorti per sempre. 
New York è un luogo stra-utilizzato sia dal grande schermo che dalla letteratura più recente. Un luogo che produce storie, infinite, da raccontare, ormai diventato elemento imprescindibile della narrativa moderna. La frenesia che scorre nelle sue strade e nei suoi abitanti sembra tenere vivo il mondo intero grazie all'energia che sprigiona. Non c'è altro posto come la Grande Mela, questo è indiscutibile e la nostra scrittrice, in caccia di belle storie da raccontare, - come scritto nella breve bio - ha utilizzato questo scenario che ben si sposa con il suo romanzo. 

Eleonora Sottili sicuramente conosce bene il mondo di oggi. Vive il presente e tutte le novità che lo caratterizzano. Flash Mob, Charlie Todd e il suo Improv Everywhere, argomento difficile a livello narrativo, visto che pone la sua forza sulla presenza fisica e sui gesti, più che sulle parole.
Può essere che mi sbagli ma ho ritrovato anche un accenno a Humans of New York nella disperata ricerca che il protagonista del libro intraprende nel ritrovare la ragazza. Proverò a chiederlo alla diretta interessata nel caso mi voglia concedere una piccola intervista...
Per chi non ne fosse al corrente Humans of New York è un progetto iniziato con lo scopo di fotografare in modo casuale gli abitanti della Grande Mela, successivamente è stato modificato cercando di migliorare la staticità della foto raccontando le storie dietro ogni volto. Il suo ideatore, Brandon Stanton , ha iniziato a fare domande alle persone che fotografava, scoprendo uno scopo ancora migliore, rispetto a quello di partenza, esattamente come la bella storia raccontata nel libro. 

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