martedì 21 febbraio 2017

Cosa vorrei leggere... edizioni La nave di Teseo

Ecco i due libri editi dalla casa editrice La nave di Teseo che ho intenzione di leggere quest'anno. Purtroppo la mia scaletta di lettura è talmente fitta che non penso di poterli iniziare prima di quest'estate.
Per un fatto di costi, sto cercando di comprare libri che sono sicuro di poter leggere in un tempo breve. Alcune case editrici sono così gentili da farmi avere alcuni titoli, ma non è sempre possibile quindi... limitare i danni! 
Intanto ve li segnalo, così se avete intenzione di leggerli, magari prima di me, potrete farmi sapere le vostre impressioni. Sempre bello quando condividete con me i commenti sulle vostre letture più recenti. 
Questi due autori sono tra i miei autori preferiti, i loro libri precedenti li ho divorati e amati! 
Come mio solito, vi mostro le copertine ( prese da Google immagini) e la sinossi come presa dal sito dalla casa editrice, farina del loro sacco e non del mio. 


Titolo: Bambini di ferro
Autore: Viola Di Grado
Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Pagine: 249
Prezzo: Amazon in versione cartacea €15,30 mentre in versione ebook €9,99

Una mattina di fine estate, in un Giappone di un'era imprecisata, la direttrice dell'Istituto Gokuraku, Sada, e la sua assistente, Yuki, prelevano da una vecchia casa una bambina rimasta orfana: la piccola Sumiko. Presto si accorgono che Sumiko non intende parlare, mangiare, interagire con niente e nessuno; i suoi occhi sono persi in un punto indefinito davanti a sé, su qualcosa che sembra nulla. Anche Yuki, venticinque anni prima, è stata ospite dell'istituto: privata dei genitori, è stata sottoposta a un programma di accudimento materno artificiale il cui fallimento ha generato dei "bambini difettosi", confinati in istituto sotto la guida e le cure soffocanti di Sada. Yuki dovrebbe essere la tutrice di Sumiko, ma viene risucchiata nella spirale dei suoi silenzi e della sua fissità, trascinata in una "zona pericolosa", uno spazio interiore frammentato da cui pensava di essere uscita per sempre. Sumiko si rivelerà essere custode dei segreti del passato e dei traumi di Yuki, ma anche la sua possibilità di salvezza.

Viola Di Grado torna con un potente romanzo sulla maternità, sui sentimenti più ancestrali, in un vertiginoso oscillare tra la più antica tradizione buddhista e la gelida essenza hi-tech di un futuro già presente. 

Titolo: La città interiore
Autore: Mauro Covacich
Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Pagine: 233
Prezzo: Amazon in versione cartacea €14,45 mentre in versione ebook a €9,99

"Il bambino è diretto a Borgo Teresiano, vicino alla chiesa con la cupula blu, vicino al Canale, vicino alle bancarelle di Ponterosso. Sa dov'è. A sette anni si muove in città come un migratore lungo le rotte celesti. Non conosce i nomi delle vie, segue riferimenti emotivi, talvolta geometrici, i colori delle insegne, le fughe di luce verso la marina, i volumi dei pieni e dei vuoti tra i palazzi, le chiome degli alberi. Ha una bussola interna, l'infallibile magnetismo di un uccellino cresciuto per strada"

È il 4 aprile 1945. Quel bambino sta trasportando una sedia tra le macerie della città liberata dai nazifascisti ed è diretto al comando alleato, dove lo attende suo padre - dal cognome vagamente sospetto, Covacich - sottoposto a un interrogatorio. E quella sedia potrebbe scagionarlo. Sempre Trieste, 5 agosto 1972. I terroristi di Settembre Vero hanno fatto saltare due cisterne di petrolio. Un bambino, Vlauro Covacich, tra le gambe di suo padre (il bambino che trascinava la sedia ventisette anni prima nella Trieste liberata), contemplando le colonne di fumo dalle alture carsiche sopra la città, chiede: "Papà, semo in guera?" Mauro Covacich torna nella sua Trieste, con un libro dal ritmo incalzante, avventuroso romanzo della propria formazione, scritto con la precisione chirurgica di un analista di guerra e animato dalla curiosità di un reporter. "La città interiore" è la cartografia del cuore di uno scrittore inguaribilmente triestino; è il compiuto labirinto di una città, di un uomo, della Storia, che il lettore percorre con lo stesso senso di inquieta meraviglia che accompagnava quel bambino del 1945 e quello del 1972; un labirinto di deviazioni e ritorni inaspettati, da cui si esce con il desiderio di rientrarci.

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