mercoledì 22 febbraio 2017

Educazione sessuale: Una gioventù sessualmente liberata (o quasi) di Thérèse Hargot

Titolo: Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)
Autore: Thérèse Hargot
Editore: Sonzogno
Collana: Varia
Pagine: 176
Prezzo: su Amazon in versione cartacea a €14,03 o in ebook a €9,99

Il titolo di questo saggio mi aveva letteralmente tratto in inganno. Il motivo per il quale dico questo è che mi sono approcciato a questa lettura curioso di conoscerne il contenuto, ma allo stesso tempo senza troppe aspettative.
Già dopo aver letto l'introduzione scritta dall'autrice, mi sono dovuto subito ricredere e ho capito che stavo per iniziare un viaggio verso la scoperta di un mondo che pensavo di conoscere, ma del quale in realtà non sapevo quasi nulla. Sfogliando le pagine di questo libro vi accorgerete quanto ancora di noi stessi non abbiamo capito.

Chiunque di voi sia cresciuto come me negli anni '80/'90 sa benissimo che la materia dell'educazione sessuale non è mai stata in cima alle classifiche dei programmi scolastici di nessuna scuola.
Non si è mai veramente ritenuto importante portare l'argomento tra i banchi. Penso che la parola sesso sia stato quello che abbia creato più problemi a riguardo, un tabù. Una cosa alquanto bizzarra, così si è sempre detto, quindi priva di importanza, inadatta alla formazione dei nostri ragazzi. 
Sono cose che si impareranno da grandi, sentivo dire. Sbagliato! La scuola deve formare, deve completare quell'educazione che fino a non molto tempo fa era riservata ai soli genitori, per altro incapaci di affrontare argomenti del genere. Vuoi l'imbarazzo, vuoi la percentuale dell'italiano cattolico che c'è in noi e boom, si cambia discorso, lasciando quel vuoto difficile da colmare.  

Thérèse Hargot, è una sessuologa belga di trentatré anni, vive a Parigi con il marito e tre figli. Ha frequentato la Sorbona dove ha conseguito una laurea in filosofia ed un master in scienze sociali. Insomma, diciamo che per la sua giovane età di traguardi ne ha raggiunti.

In questo libro raccoglie le esperienze che ha avuto con pazienti, alunni e persone che ha incontrato nel suo cammino professionale e non.
Nella prefazione, che trovo ben fatta, l'autrice si racconta un pochino, spiegando al suo lettore chi è e qual'é il suo ruolo e cos'é che l'ha spinta a scrivere questo saggio. Da dieci anni si occupa di formazione dei giovani, occupazione che le ha offerto l'opportunità di operare in realtà come Parigi, New York e Bruxelles, tre delle maggiori città mondiali per importanza e avanguardia. Senza ombra di dubbio questi luoghi possono offrire una fonte immensa di materiale da studiare per capire meglio i comportamenti dell'individuo riguardo ai sentimenti e al sesso.
Sesso non visto come parte meccanica dell'atto in se ma di tutto ciò che comporta l'incontro intimo di due individui.
Il disagio e la confusione che ha notato le hanno dato la spinta per capire di più e cercare di mettere le idee in ordine per riuscire a spiegare cosa succede nel mondo dei sentimenti e delle confusioni che essi creano nell'equilibrio che tanto cerchiamo.


Ma andiamo per ordine. Thérèse ci racconta dellaa rivoluzione sessuale, momenti storici che, vista la sua giovane età, non ha mai vissuto. Ci dice però che lei come molti di noi, siamo la seconda generazione di quella liberazione da tutti i divieti, praticamente i nipoti di quel movimento.
Siamo nati già liberati, non abbiamo dovuto lottare o far sentire la nostra voce. Ma quali sono i benefici di tutto quello che abbiamo ereditato? Siamo veramente liberi? E ancora ci chiede: liberi da che?
Parlando di pornografia accessibile a chiunque, attraverso la rete, nel capitolo "Porno-banalità, porno-conformismo", la Hargot racconta come, secondo lei, la rivoluzione sessuale non abbia cambiato nulla,  ma abbia "prodotto un'inversione della norma ... un'inversione a U".
Con questo saggio vuole affrontare l'argomento attraverso diversi punti di osservazione.  Il primo è il suo personale in qualità di giovane moglie e madre, il secondo è quello di fornire una educazione alla vita affettiva e sessuale degli adolescenti e, infine, consiste nello studio che la sua professione le offre dove uomini e donne si confidano con lei nella speranza di trovare dei rimedi per i loro tormenti.

L'Hargot scrive quanto sia importante riuscire a capire chi si è e non cosa si è. Eterosessuali, omosessuali, transessuali, sono delle gabbie nelle quali rischiamo di rimanere intrappolati a vita. Insomma, per riuscire a vivere bene con noi stessi è vitale non dover trovare a tutti i costi una categoria di appartenenza ma che bastiamo così come siamo.
Senza dubbio se il mondo leggesse queste parole, vivremmo tutti in un luogo migliore di quello in cui ci troviamo ora. Il bullismo nasce anche dalla completa ignoranza, genetica? tramandata? ma pur sempre ignoranza. Un mondo dove si creano maggioranze e minoranze porta all'inevitabile formazione di ghettizzazioni, disuguaglianze.
L'autrice ci spiega che se nessuno di noi si identificasse in una categoria ben precisa, le differenze sarebbero tollerate, perché inesistenti. 
Interessantissimo il capitolo dove l'autrice ci racconta l'omosessualità e come è vista/vissuta dai iù giovani e non solo. Non voglio rovinarvi la lettura ma credo che l'approccio sia semplicemente quello giusto. Offre un punto di partenza dal quale tutti dovremmo sintonizzarci. Consiglierei questa lettura nelle scuole. 

Questo libro mi è piaciuto per la semplicità con la quale l'autrice è riuscita a spiegare concetti e comportamenti così complessi attraverso un linguaggio chiaro e sincero. 
Ora, grazie all'autrice e alla Sonzogno che l'ha portata in Italia, capisco anora di più l'importanza dell'educazione sessuale nelle scuole. Una lettura estremamente interessante che insegna molto e racconta come, in realtà, la libertà sessuale la dobbiamo trovare dentro di noi. 

2 commenti:

Fra Diavolo ha detto...

La Hargot nelle sue conclusioni si augura che i suoi figli "li lascino in pace con il sesso". Sembrerebbe una contraddizione per una sessuologa, ma vuole essere un ritorno "al [suo] primo amore, la filosofia". Poi chiude citando positivamente un'iniziativa americana di un'ora settimanale "consacrata agli apprendimenti legati alla conoscenza di sé e a una corretta interazione con gli altri". Non dà ultriori dettagli per cui è difficile per me valutarne la validità (forse sarebbe stato necessario un altro libro…) Comunque, presentarla come una sostenitrice dell'educazione sessuale nella scuola, mi sembra ardito.

CrazyAboutFiction ha detto...

Ciao Fra, grazie per aver lasciato il commento! Quello che hai scritto lo trovo corretto. Io dico nel post che questo saggio dovrebbe essere letto nelle scuole per iniziare una conversazione sui temi trattati, non parlo di "sostenitrice" ma più che altro un inizio verso l'educazione affettiva, come ho sottolineato, più che sessuale. Come puoi vedere non ho parlato di tutto ciò che è contenuto nel libro, ma solo una parte e cioè quella più significativa per il sottoscritto.
Quando parla di differenze, di accettazione di ciò che si è, beh, per esperienza personale di vita... Ti dico che se ne fosse discusso in classe quando ero più piccolo... Avrebbe fatto la differenza. C'è del buono in tutto.
Non ritengo possa essere una bibbia, per carità, ma penso che in mani giuste potrebbe essere l'approccio giusto per iniziare un discorso con i più giovani.
Grazie ancora per aver lasciato il tuo commento.
Ciao
Simone

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