venerdì 12 maggio 2017

Il midollo della vita: "Le otto montagne" di Paolo Cognetti


Titolo: "Le otto montagne"
Autore: Paolo Cognetti
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Pagine: 208
Prezzo: Amazon in versione cartacea a €15,73 mentre in versione ebook a €9,99

Buongiorno a tutti. Spero che questo post vi trovi in ottime condizioni, pronti per godervi il weekend che ormai sta per cominciare.
Avete programmi? In caso abbiate deciso di passare qualche notte in alta quota, lasciatemi suggerire la lettura giusta per voi. Questo libro, del quale vedete la copertina qui a fianco, è senza dubbio una delle letture migliori che ho avuto il piacere di fare dall'inizio di questo 2017.
Come vi dicevo, se state per partire per la montagna, magari questa sera, finito il lavoro, considerate di portare con voi "Le otto montagne" di Paolo Cognetti. Non ve ne pentirete.
Nel caso contrario, sia che rimaniate in città sia che ve ne andrete al mare, la bravura di questo scrittore vi permetterà di trovarvi lassù, dove il cielo è più blu, solo con il piccolo sforzo di girare le pagine del suo romanzo.
Per Paolo Cognetti la montagna sembra non essere solo una passione ma un vero e proprio stile di vita. "Il ragazzo selvatico, quaderno di montagna" è il suo lavoro precedente dove comincia a mostrare, ai suoi lettori, il suo amore per quei luoghi così lontani dai rumori delle metropoli, così tanto gettonate.

"Le otto montagne" non è un romanzo facile ma impegnativo. Paolo Cognetti sicuramente ha messo moltissima energia nello scrivere questo fantastico romanzo. Non si tratta di una lettura leggera. C'é molta carne al fuoco in queste pagine. Cercherò di andare con ordine e, senza annoiarvi, proverò a sintetizzare di cosa si tratta.

Cognetti ci racconta una storia di amicizia come poche se ne trovano ultimamente in libreria. Pietro e Bruno sono i due personaggi più importanti di questo romanzo. Attorno a loro vi sono i loro genitori, la città e la montagna. 
Pietro è solamente un bambino quando si reca con i genitori a Grana per la prima volta. Un piccolo paesino di montagna scelto per passare le vacanze e prendersi una pausa dalla vita in città. La montagna non è solo una distrazione, una meta dove ricaricarsi, ma una passione che ha unito in passato i genitori di Pietro, e che hanno voluto tramandare anche al figlio.
A Grana Pietro fa la conoscenza di Bruno, un bambino del luogo che ha la stessa età. Tra di loro le differenze sono molte ma l'amicizia che li legherà, segnerà le loro vite per sempre.

Per poter parlare meglio di questo libro, sento che la cosa migliore sia farlo partendo da un evento che si trova nella seconda parte di questo bellissimo romanzo. Personalmente ritengo la seconda parte come quella che contiene il reale contenuto di ciò che l'autore voleva trasmettere al suo lettore. Senza dubbio la parte più emozionante. Con questo non voglio dire che la prima parte non mi sia piaciuta, anzi, è stata fondamentale per raggiungere quel grado di empatia verso i personaggi, ma leggere la storia a ritroso è l'unico modo per me di potervene parlare.

Alla morte del padre, Pietro, ormai adulto, torna in quella montagna per seguire le volontà del padre. Nelle carte che aveva lasciato prima di morire, esprime la volontà di lasciare la proprietà di Grana al figlio. La madre, alle richieste di spiegazioni del figlio, non sapeva dare nessuna informazione, visto che le loro passeggiate in montagna erano da molto tempo terminate, così come quella complicità che avevano in passato. 
Bruno, invece, avendo sempre mantenuto i contatti con il padre di Pietro, avrebbe potuto spiegare meglio che cosa fosse quella proprietà. Ed è così che Pietro torna a Grana, dove incontrerà nuovamente Bruno e in quel momento il tempo sembrerà non essere mai passato. 
Il suo amico è sempre rimasto lì, nelle sue montagne, non si era mai allontanato. Entrambi ritrovano quella complicità e quell'affetto che provavano reciprocamente molti anni prima. Non interessava più quello che avevano fatto o i traguardi che avevano raggiunto, come la loro montagna erano ancora lì, in quel posto che non è mai cambiato ma che ha visto solo il tempo passare.
Assieme lavoreranno ad un progetto che il padre di Pietro, assieme a Bruno avevano iniziato anni prima.

Un romanzo emozionante, scritto molto bene. La passione che l'autore ha per la montagna e i suoi abitanti traspare in ogni pagina, sicuramente questo dev'essere il romanzo che più ha significato nella sua carriera di scrittore.
Lo leggerete tutto d'un fiato. Impossibile smettere di leggere. Cognetti ha descritto un mondo intero con pochissimi personaggi. Super consigliato! 

Questo romanzo è stato presentato al Premio Strega 2017.

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